Le autorità romene descrivono come “estremamente pericolose” le quattro persone arrestate per il brutale pestaggio di Cicalone messa a punto lo scorso 12 novembre nella stazione metro Roma Ottaviano.
Cicalone, il modus operandi dei quattro uomini arrestati per il brutale pestaggio a Ottaviano
E’ quanto evidenzia il gip Rosalba Liso nell’ordinanza con cui, dopo le indagini condotte dalla polizia di Stato e coordinate dal procuratore aggiunto Giovanni Conzo e dalla pm Eleonora Fini, ha disposto la misura cautelare della custodia in carcere per quattro romeni che dovranno rispondere di lesioni personali e resistenza a pubblico ufficiale aggravate.
Tre degli indagati sono stati rintracciati in Finlandia dove erano in carcere per altri reati e adesso si attende l’estradizione mentre il quarto, un ventisettenne, è stato intercettato in Romania grazie alla cooperazione internazionale: atterrato a Fiumicino, è stato immediatamente trasferito in carcere.
Pericolosi associati del clan Hitler

Nell’ordinanza il gip evidenzia che i quattro, identificati grazie alle telecamere di sorveglianza, sono stati riconosciuti dalla polizia romena “come appartenenti a un clan organizzato di estrema pericolosità denominato ‘Clan di Hitler’ con sede a Buzao, in Romania, particolarmente operativi nella commissione di reati contro il patrimonio, prevalentemente in Inghilterra e Romania”.
Analizzando i filmati della stazione Ottaviano, le immagini hanno “consentito di osservare la presenza dell’intero gruppo per diversi minuti all’interno della stazione Ottaviano, trattandosi di soggetti già noti alle forze dell’ordine per agire sempre con il medesimo modus operandi per la commissione di furti.
Modalità che la polizia giudiziaria così descriveva, ‘secondo uno schema ricorrente alcuni soggetti si muovevano avanti e indietro avvicinandosi a coppie di turisti, altri stazionavano nelle immediate vicinanze fingendo di osservare l’ambiente o simulando conversazioni telefoniche, mentre altri soggetti svolgevano funzioni di segnalazione in caso di avvicinamento delle forze dell’ordine, come è avvenuto quando veniva notata la presenza di Cicalone con due guardie giurate’”.
Quanto all’aggressione, il gip parla di un’azione connotata da “pervicacia e inaudita violenza”, sottolineando come gli indagati abbiano colpito le vittime – Cicalone e due vigilantes – incuranti “del luogo, della qualifica degli operanti, certi di agire con la forza dell’intimidazione derivante dal gruppo, colpendo chiunque intervenisse per fermare l’ira aggressiva, ‘spalleggiando’ in tal modo l’uno la condotta violenta e sopraffattrice dell’altro”.

















