Furti alla Coin di Termini, confessa la cassiera che rubava pure per poliziotti e carabinieri

Furti alla Coin di Termini: confessa la ex cassiera accusata di favorire carabinieri e poliziotti in cambio di merce da lei rubata

Lazio
Foto di archivio

Ho lavorato lì per oltre vent’anni. Ho commesso degli errori, ma non per quegli ammanchi ipotizzati. In molti casi, come per alcuni carabinieri e poliziotti, limitavo l’uso della mia tessera sconti”. Ha confessato la cassiera della Coin interna alla stazione di Termini, al centro dell’inchiesta delle ruberie che hanno coinvolto una quarantina di indagati, tra cui 9 carabinieri e 12 poliziotti.

Furti alla Coin di Termini: confessa la ex cassiera accusata di favorire carabinieri e poliziotti in cambio di merce da lei rubata

La cassiera nella mattinata di oggi, 27 febbraio, è comparsa davanti al gip insieme ad altre tre persone per l’interrogatorio.

L’inchiesta, coordinata dal pm Stefano Opilio, riguarda oltre 44 indagati, tra cui 9 carabinieri e 12 agenti della polizia ferroviaria, per 80 episodi di furto contestati nell’arco di tre mesi. Secondo l’accusa, piccoli pagamenti in contanti o transazioni omesse dal registratore di cassa consentivano di “acquistare” merce di valore maggiore, svincolata dagli antitaccheggio.

L’indagine era scattata dopo un ammanco di oltre 180mila euro emerso nell’inventario del febbraio 2024, relativo all’anno precedente, denunciato dal direttore della Coin.

Per la cassiera, licenziata un anno fa e difesa dagli avvocati Carlo Testa Piccolomini e Irene Bisiani, e per altri tre dipendenti il pm ha chiesto la custodia cautelare in carcere. Il gip si è riservato di decidere.

Secondo la procura di Roma, per tutto il 2024 la cassiera, ritenuta il cuore del sistema, avrebbe preparato pacchetti di merce richiesti da carabinieri e poliziotti di turno, consegnandoli fuori dal negozio senza il pagamento dovuto oppure dietro il corrispettivo di pochi soldi che intascava direttamente lei. Le immagini di videosorveglianza mostrerebbero gli uomini in divisa o non che si allontanano con i pacchetti.

Il sistema

Altre diciannove persone avrebbero approfittato della stessa disponibilità, ottenendo capi di abbigliamento, profumi e borse pagando solo pochi euro. Un vero e proprio “sistema” che – secondo i carabinieri della compagnia Roma Centro delegati alle indagini – ha visto il coinvolgimento diretto delle forze dell’ordine, che non avrebbero segnalato né verificato le anomalie.

I dati aziendali confermano l’entità del fenomeno: nel 2024 il punto vendita della Coin a Termini ha registrato un ammanco del 10,8% della merce, molto superiore al 2-3% fisiologico in altri negozi, con un buco complessivo di circa 300mila euro e 45mila euro solo tra i profumi.

I carabinieri ‘incastrati’ dai colleghi

Le immagini raccolte dalla società privata incaricata di installare telecamere mostrerebbero ripetuti episodi di furto, come quello del 26 dicembre 2024, quando un carabiniere si sarebbe impossessato di sette capi di abbigliamento e di una borsa di marca, versando alla cassiera appena 50 euro.