False invalidità tra Roma e Castelli: tre arresti, dal Caf pratiche pilotate con 12 medici

Smantellata ai Castelli un’organizzazione che garantiva false invalidità truffando l'Inps. Coinvolti 220 beneficiari, ventuno i denunciati 

Foto di repertorio

Pilotavano pratiche di false invalidità dall’interno di un Caf con l’appoggio di professionisti compiacenti, dodici medici in particolare. È il sistema scoperto dai finanzieri del Comando di Velletri, al termine di un’indagine coordinata dalla locale Procura.

Smantellata ai Castelli un’organizzazione che garantiva false invalidità truffando l’Inps. Coinvolti 220 beneficiari, ventuno i denunciati

In esecuzione di un’ordinanza di misura cautelare, tre indagati sono finiti agli arresti domiciliari con l’accusa, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata ai danni dello Stato, corruzione e falso materiale e ideologico. I tre arrestati lavoravano all’interno di un Centro di assistenza fiscale non lontano da Velletri, ritenuto il fulcro operativo dell’organizzazione.

Determinante, secondo gli inquirenti, il sostegno di dodici medici denunciati, che avrebbero attestato falsamente gravi patologie e condizioni di non autosufficienza, consentendo ai “clienti” di ottenere indebitamente l’indennità di accompagnamento erogata dall’INPS. Complessivamente sono 21 le persone denunciate.

Il meccanismo era collaudato: l’organizzazione offriva un servizio completo, dalla predisposizione della documentazione sanitaria all’assistenza durante le visite mediche, fino alla fornitura di stampelle e sedie a rotelle. Ai beneficiari venivano fornite anche indicazioni sui comportamenti da tenere per simulare gravi limitazioni motorie.

La percentuale

Una volta ottenuto il riconoscimento dell’indennità, i percettori retrocedevano agli organizzatori una percentuale compresa tra il 10 e il 30 per cento degli arretrati incassati. Eppure, a fronte delle certificazioni mediche, diversi beneficiari conducevano una vita del tutto ordinaria, come documentato anche attraverso attività quotidiane e contenuti pubblicati sui social network.

Sarebbero circa 220 le persone che si sarebbero rivolte al sodalizio, per un danno economico stimato in oltre 200 mila euro ai danni dell’INPS, cifra che avrebbe potuto crescere senza l’intervento delle Fiamme gialle.

Nel corso delle perquisizioni sono stati sequestrati circa 75 mila euro in contanti e un centinaio di sterline d’oro. Sigilli anche a conti correnti, a un immobile e a un poliambulatorio utilizzato promiscuamente come Caf e studio odontoiatrico, risultato privo delle necessarie autorizzazioni.