Bucano l’oleodotto Civitavecchia-Fiumicino per rubare cherosene: arrestati due moldavi

Per mesi avrebbero deviato il carburante destinato a Fiumicino attraverso una condotta clandestina lunga oltre un chilometro: blitz dei carabinieri, sequestrati 4mila litri e un autoarticolato

Hanno manomesso un oleodotto strategico che rifornisce l’aeroporto di Fiumicino per sottrarre migliaia di litri di carburante. È il bilancio della complessa indagine condotta dai carabinieri della stazione di Cerveteri, che si è conclusa con l’arresto in flagranza di due cittadini moldavi e la denuncia a piede libero di un terzo complice.

Per mesi avrebbero deviato il carburante destinato a Fiumicino attraverso una condotta clandestina lunga oltre un chilometro: blitz dei carabinieri, sequestrati 4mila litri e un autoarticolato

Le accuse sono pesanti: concorso in furto aggravato e continuato di cherosene, con l’aggravante della violenza sulle cose e del danneggiamento di un’infrastruttura energetica di pubblica utilità.

L’indagine partita dalla denuncia della società di gestione

L’inchiesta è stata avviata il 13 febbraio, dopo una segnalazione della SO.DE.CO. SRL, società che gestisce l’oleodotto che collega Civitavecchia all’Aeroporto Leonardo da Vinci. I tecnici avevano rilevato anomalie e cali di pressione lungo la condotta, in particolare all’altezza del Fosso Zambra, nelle campagne di Cerveteri.

Da lì sono scattati accertamenti e appostamenti che hanno permesso ai militari dell’Arma di ricostruire un sistema tanto ingegnoso quanto pericoloso, in funzione – secondo quanto emerso – già dal mese di gennaio.

Il sistema: 1,3 chilometri di tubo per deviare il carburante

Bucano l’oleodotto Civitavecchia-Fiumicino per rubare cherosene: arrestati due moldavi 1

I ladri avevano perforato un tratto dell’oleodotto, installando un congegno meccanico capace di deviare il flusso di carburante per aeromobili.

Il cherosene veniva aspirato attraverso una tubazione mineraria ad alta pressione, nascosta sottotraccia per circa 1 chilometro e 300 metri, fino a raggiungere una cisterna da 15mila litri.

Per eludere i controlli, il serbatoio era stato occultato all’interno del rimorchio telato di un autoarticolato con targa polacca. Il carburante sottratto – per un valore stimato tra i 90mila e i 100mila euro – era destinato, secondo gli investigatori, a depositi nella zona di Roma-Ponte Galeria, dove sarebbe stato sottoposto a successive lavorazioni.

I ladri colti sul fatto

Il 23 febbraio, nel tardo pomeriggio, è scattato il blitz: i carabinieri hanno sorpreso i due uomini mentre stavano effettuando le operazioni di carico illecito del combustibile, bloccandoli in flagranza.

Su disposizione dell’Autorità giudiziaria è stato necessario l’intervento dei Vigili del Fuoco per mettere in sicurezza l’area e la cisterna, vista l’elevata pericolosità dell’impianto abusivo.

I militari hanno sequestrato il terreno utilizzato – risultato in affitto a una società di trasporti locale –, l’autoarticolato con a bordo circa 4mila litri di cherosene appena sottratto e l’intera tubazione clandestina collegata all’oleodotto.

I due arrestati sono stati trasferiti nel carcere di Civitavecchia, a disposizione dell’autorità giudiziaria. L’indagine prosegue per accertare eventuali ulteriori responsabilità e ricostruire l’intera filiera del traffico illecito di carburante.