Risveglio amaro a Monteverde per un automobilista, con l’odore acre della decomposizione e dal degrado visivo di un cumulo di rifiuti sversati sulla sua auto. La ragione? Un nuovo caso di giustizia “fai-da-te” contro la sosta selvaggia, che è tornata a colpire con una violenza simbolica che non lascia spazio a interpretazioni: chi occupa indebitamente lo spazio pubblico paga il prezzo del disprezzo collettivo.
I nuovi casi di “giustizia privata” scuotono le strade del quadrante, dove le risposte all’inciviltà dei parcheggi selvaggi lasciano il segno sui parabrezza
Il fatto, che non sarebbe l’unico documentato in queste ore, è avvenuto nel cuore del quartiere, in via Alessandro Poerio, la strada residenziale nota per la sua posizione strategica vicino al Gianicolo, caratterizzata dal verde e tranquilla.
Qui in prossimità dell’incrocio con via Carlo Pisacane, il proprietario di una vettura, parcheggiata con noncuranza sopra le strisce pedonali, impedendo il passaggio ai pedoni e la visibilità agli incroci, è stato “punito” dal gesto di un ignoto, che ha trasformato parabrezza e tetto dell’auto in una sorta di discarica a cielo aperto.
I residenti, svegliatisi per percorrere la consueta strada verso il lavoro, hanno trovato l’auto ricoperta cassette della frutta e sacchetti di immondizia con scarti organici.
L’incubo dell’educatore della strada
Non è la prima volta che la Capitale assiste a simili scene di guerriglia urbana tra automobilisti e pedoni esasperati. Il pensiero corre subito ai precedenti più eclatanti: dal “maniaco Shpalman”, noto per lanciare feci contro le auto, fino alla follia dei sacchi dell’umido riversati nelle vie del centro storico per protestare anche in quel caso contro i parcheggi selvaggi.
Oggi la dinamica sembra essere tornata alla ribalta seguendo il filone dell’educazione “civica” violenta con un messaggio chiaro: se ignori le regole della convivenza, ti si risponderà con la stessa moneta.
Questo nuovo inquietante episodio nel quadrante, dove sarebbero già tre le auto ridotte in questo modo, conferma insomma il riaffacciarsi dell’incubo della giustizia sommaria di un educatore della strada armato di spazzatura. Fino ad ora un giustiziere anonimo, ma determinato a punire l’arroganza di chi parcheggia dove non dovrebbe.
Un quartiere diviso tra rabbia e decoro
Il gesto ha immediatamente diviso l’opinione pubblica locale. Se da un lato molti condannano l’inciviltà dell’automobilista, sottolineando come la sosta sulle strisce sia un pericolo costante per anziani e disabili che percorrono la strada, dall’altro preoccupa l’escalation di gesti del genere, che hanno alzato la guardia dei residenti anche sulla presenza di una persona instabile: “Se è capace di gesti del genere potrebbe essere una minaccia anche per gli stesso proprietari delle auto punite”.
E’ ripartita dunque la caccia all’uomo, per evitare di aggiungere degrado a degrado, e che la vicenda degeneri anche nel caso in cui il responsabile venga individuato dagli automobilisti vittime della spazzatura.


















