Colpi di cacciavite alle porte, vasi lanciati dalle finestre, ammoniaca buttata sulle scale. E minacce di morte. C’è un condominio a Roma, a Villa Gordiani, che da due anni è ostaggio di un inquilino, un 47enne romano affetto da gravi disturbi psichici.
Le famiglie residenti nel condominio costrette a vivere nell’incubo: ieri l’arresto da parte della Polizia locale, poi il ritorno a casa
Un uomo – solo, accumulatore seriale e con disturbi comportamentali – ha trasformato la vita quotidiana dei vicini in un incubo senza fine. La sua presenza, sempre più minacciosa, ha reso ogni giorno una lotta per la sicurezza e la serenità dei residenti di via Roccaromana.
Ogni mattina, come ogni notte, si teme l’imprevedibile. Le urla che rimbombano nei corridoi, le aggressioni verbali che si trasformano in atti fisici, i danni alle proprietà: un circolo vizioso che ha ridotto decine di famiglie a vivere in costante ansia. La paura è diventata parte della loro quotidianità, tanto che molti si sono barricate nelle proprie case, temendo di uscire, di andare a lavorare, di lasciar fare i propri figli.
Ieri, l’ennesima giornata di terrore. L’uomo, ormai noto ai vicini per le sue continue provocazioni, ha iniziato a danneggiare le porte degli appartamenti, scagliandosi con violenza contro ogni cosa che gli capitasse a tiro. Ancora una volta, i residenti, terrorizzati, hanno chiamato la polizia. Gli agenti del V Gruppo Prenestino sono giunti rapidamente sul posto, trovando l’uomo all’interno dello stabile.
Alla vista degli agenti, ha reagito con violenza, cercando di sfuggire al controllo. Dopo attimi di concitazione, è stato arrestato, ma il suo rilascio è stato immediato. La sua condizione psichica, infatti, risulterebbe incompatibile col carcere.
Un incubo quotidiano
“Ci sentiamo prigionieri“, lo sfogo dei residenti. “Non sappiamo più cosa fare, siamo completamente impotenti. Ogni giorno c’è qualcosa di nuovo. I danni, le minacce, gli oggetti che volano dalle finestre. Viviamo in incubo senza fine“. I residenti, esasperati, hanno provato a chiedere aiuto alle istituzioni con denunce e appelli.
Nonostante le denunce e gli interventi della polizia, l’uomo ritorna sempre, libero di continuare la sua scia di terrore.
Sentito da una giornalista de La Vita in diretta l’uomo, in un momento di calma, si è confessato: “Ho bisogno di essere aiutato. Sono solo. Non sto bene…”. Il disagio psicologico è evidente. I suoi sfoghi anche. L’altro giorno una famiglia si è dovuta barricare in casa mentre il vicino prendeva a colpi di cacciavite la porta.
Una delle inquiline con le lacrime agli occhi ha confessato di non dormire da giorni: “Mi ha anche minacciato di morte“.

















