Addio a Anco, l’esemplare che ha scritto la storia dei lupi sul litorale romano

Con la sua morte naturale, Anco segna la fine di un'era per il branco di Castel di Guido, un simbolo del ritorno dei lupi nel Lazio

Nella foto Anco

Il branco di lupi di Castel di Guido ha perso il suo leader: Anco, l’esemplare dominante che aveva guidato il gruppo per quattro anni, è stato trovato morto nelle campagne che circondano la Tenuta.

Con la sua morte naturale, Anco segna la fine di un’era per il branco di Castel di Guido, un simbolo del ritorno dei lupi nel Lazio

La sua morte segna la fine di una delle storie più significative per il lupo nel litorale romano. La carcassa è stata segnalata il 13 febbraio e recuperata dai guardiaparco della Regione Lazio, proprio al confine del territorio che Anco aveva abitato. Con i suoi sei o sette anni di età, Anco era da tempo un esemplare adulto con la stoffa da leader, tra i più longevi tra quelli monitorati.

La scoperta e le analisi

La carcassa è stata rinvenuta da un residente della zona e trasportata all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana. Qui, gli esperti hanno svelato l’identità dell’animale e la causa della morte: un’“aggressione interspecifica”, ovvero un attacco da parte di altri lupi.

Marco Antonelli, responsabile del monitoraggio dei lupi nell’Oasi della LIPU, ha sottolineato che questa è stata una morte naturale, legata alla lotta per il territorio tra branchi rivali. “Anco si trovava proprio al confine con il suo territorio quando è avvenuto l’episodio, un periodo delicato in cui le dinamiche territoriali si intensificano, soprattutto con l’approssimarsi della fase riproduttiva“, ha spiegato.

Un leader che ha segnato la storia

Per chi lavora nel campo della conservazione e del monitoraggio della fauna selvatica, la morte di un esemplare segue la natura. Ogni dato raccolto, ogni osservazione è un pezzo di un quadro più grande, che aiuta a comprendere e a proteggere la specie. Ma ci sono storie che non si dimenticano facilmente, storie che entrano nel cuore.

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Lupi del litorale

Anco ha scritto una delle pagine più importanti della storia dei lupi nel Lazio, ha ricordato Antonelli. È stato il primo lupo ad essere dotato di radiocollare nel contesto romano, un dispositivo che gli ha permesso di essere seguito da vicino per ben due anni.

Un record per un lupo periurbano, che ha portato con sé una quantità incredibile di dati e immagini da fototrappola. Questi strumenti hanno permesso agli esperti di osservare da vicino la vita del branco e di raccogliere informazioni fondamentali sulla sua gestione e conservazione.

Anco ha guidato il branco di Castel di Guido per quattro anni, un periodo record per il litorale romano – ha aggiunto l’esperto -. Ha contribuito a ripopolare le campagne intorno a Roma con i suoi figli, trasmettendo il suo DNA e la sua forza. La sua morte, avvenuta in un contesto naturale e senza alcun intervento umano, è un segno di speranza per la specie, che dimostra di riuscire a sopravvivere e prosperare nel suo ambiente, lontano da minacce antropiche come il bracconaggio o gli incidenti stradali”.

Il branco di Fregene

Sul litorale romano vivono almeno tre branchi di lupi. Il 12 febbraio un branco di sei esemplari è stato avvistato nella pineta di Fregene. Il Comune di Fiumicino ha disposto la chiusura.