“Santo Padre riporti Santa Monica a Ostia”. Polemiche sulle frasi rivolte alla città (VIDEO)

Da Ostia la richiesta di rispettare la memoria di Santa Monica, morta alla foce del Tevere e madre del Patrono Sant’Agostino. Polemiche social sulla città malavitosa

Ostia chiede il rientro delle spoglie di Santa Monica che qui trovò la morte e riposò fino al XV secolo. Santa Monica era la madre di Sant’Agostino, Dottore della Chiesa e Patrono proprio di Ostia. Per questo legame particolare, la comunità religiosa si è rivolta al Santo Padre per ottenere il ricongiungimento tra i resti della santa e il luogo dove morì.

Da Ostia la richiesta di rispettare la memoria di Santa Monica, morta alla foce del Tevere e madre del Patrono Sant’Agostino. Polemiche social sulla città malavitosa

E’ stato Renzo Pallotta, pioniere di Ostia (al papà Giuseppe, comandante per tanti anni della Polizia locale è intitolato il parco di via della Martinica), già vicepresidente del Municipio e oggi segretario locale di Forza Italia, a consegnare la supplica nelle mani di Papa Leone XIV (appartenuto all’ordine degli Agostiniani) in visita ieri alla chiesa di Regina Pacis. Papa Prevost conosce bene Ostia non solo per il suo vecchio incarico di prefetto del Dicastero dei Vescovi ma anche per la venerazione di Sant’Agostino (Patrono del Lido) e per le iniziative alle quali nel 2004 partecipò con l’allora cardinale Ratzinger al Borgo Medievale.

La supplica rivolta al Papa

Questo luogo mi è caro perché qui è morta Santa Monica madre di Sant’Agostino” ha comunicato papa Leone XIV rivolto ai fedeli presenti sul sagrato di Regina Pacis. Pochi minuti dopo Renzo Pallotta gli ha consegnato la supplica di considerare il rientro delle spoglie di Santa Monica oggi conservare nella basilica di Sant’Agostino in Campo Marzio

Con animo profondamente devoto – scrive Renzo Pallotta – mi rivolgo a Vostra Santità, quale semplice fedele della Parrocchia Regina Pacis di Ostia, affidandomi con fiducia alla Sua saggezza.La Chiesa ha sempre riconosciuto nella figura di Sant’Agostino, insigne padre e dottore, il frutto maturo delle lacrime, delle preghiere e della fede indefessa di Santa Monica, madre secondo la carne e secondo lo spirito. Nelle sue Confessioni Agostino consegna alla Chiesa le parole con cui la Madre, ormai prossima al compimento del suo pellegrinaggio terreno, manifestò il totale abbandono alla volontà di Dio; ‘Seppellite pure questo corpo dove volete’”.

Nella sapienza della Provvidenza – prosegue la supplica – fu Ostia il luogo in cui Santa Monica rese l’anima a Dio e qui Sant’Agostino ne accolse la sepoltura, custodendo con pietà filiale il corpo della madre, secondo l’ordine naturale e spirituale voluto dal Signore. Ostia rimane così segnata da una memoria santa quale terra di passaggio, di contemplazione e di offerta, nella quale si compì l’ultimo tratto di cammino di una madre che aveva generato alla fede uno dei più grandi testimoni della Chiesa”.

Con spirito di obbedienza e rispetto – conclude Pallotta – desidero pertanto sottoporre al discernimento di Vostra Santità la supplica che nasce dal cuore di molti fedeli: che possa essere benignamente considerata la possibilità che le spoglie mortali di Santa Monica oggi custodite in Roma possano fare ritorno ad Ostia, affinche il luogo che accolse il suo transito al cielo possa nuovamente custodire il segno tangibile della sua testimonianza di fede, di maternità e di speranza cristiana”.

Le polemiche social sulle parole del Papa verso Ostia

Sui social rimbalzano le polemiche legate alle definizioni che il Santo Padre e il parroco don Giovanni Patanè hanno usato per descrivere Ostia. Il prelato nel presentare la visita del Papa ha parlato di una comunità alle prese “con il disagio, con la criminalità, con la droga e soprattutto prostituzione”.

Nella sua omelia Leone XIV, a proposito del male che affligge il mondo, ha evidenziato che “Lo si sperimenta anche qui, a Ostia, dove pure, purtroppo, la violenza esiste e ferisce, prendendo piede talvolta tra i giovani e gli adolescenti, magari alimentata dall’uso di sostanze; oppure ad opera di organizzazioni malavitose, che sfruttano le persone coinvolgendole nei loro crimini e che perseguono interessi iniqui con metodi illegali e immorali”.

E sui social in tenti hanno voluto reagire contro questa descrizione di Ostia non come una delle tante periferie trascurate dalle amministrazioni e dallo Stato ma governata dalla malavita, senza distinzioni tra chi vive onestamente (la stragrande maggioranza dei residenti) e la strettissima minoranza dedita al crimine.