Raid criminali senza fine nei nidi del Collatino: un asilo assaltato dai ladri tre volte in pochi giorni

Dai blitz notturni alle stanze a soqquadro, i raid ripetuti lasciano i bambini senza servizi essenziali: le famiglie esasperate chiedono la vigilanza notturna 

Le porte scardinate, gli armadietti svuotati e il materiale didattico sparso sul pavimento sono diventati l’amara accoglienza mattutina per il personale e le famiglie di diversi asili nido del quartiere Collatino. La cronaca degli ultimi giorni racconta di una vera e propria strategia del saccheggio che colpisce le strutture educative più fragili del territorio, approfittando delle ore notturne.

Dai blitz notturni alle stanze a soqquadro, i raid ripetuti nei nidi lasciano i bambini senza servizi essenziali: le famiglie esasperate chiedono la vigilanza notturna

Non si tratta di episodi isolati, ma di una sequenza di intrusioni che sta minando la serenità di chi ogni giorno affida i propri figli a istituzioni che dovrebbero rappresentare il luogo più sicuro della città, ma che oggi appaiono vulnerabili e abbandonate.

Il caso emblematico dell’Albero Azzurro

Il punto più basso di questa ondata di illegalità è stato raggiunto presso il nido L’Albero Azzurro, divenuto tristemente il bersaglio preferito della criminalità locale. In un lasso di tempo estremamente ridotto, la struttura è stata oggetto di ben tre blitz criminali, l’ultimo dei quali avvenuto in concomitanza con un altro colpo messo a segno presso l’asilo nido Ape Birichina di via Perlasca.

Questi attacchi ripetuti suggeriscono una spregiudicatezza preoccupante da parte degli autori, che sembrano agire con la consapevolezza dell’impunità e della mancanza di controlli tempestivi, lasciando le strutture nel caos e costringendo i genitori a fare i conti con interruzioni del servizio e ambienti educativi violati.

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Disagi insostenibili per le famiglie del territorio

Le conseguenze di questi furti non si limitano al danno materiale o economico subito dal patrimonio pubblico, ma ricadono pesantemente sulla gestione quotidiana delle famiglie romane. Ogni incursione notturna comporta la necessità di verifiche igienico-sanitarie, inventari del materiale rubato e interventi di riparazione che spesso rallentano o impediscono il regolare svolgimento delle attività didattiche.

I residenti del Prenestino ormai esasperati da una situazione che definiscono fuori controllo, hanno iniziato a mobilitarsi chiedendo a gran voce l’attivazione di protocolli specifici di vigilanza privata notturna, identificando nell’accordo con realtà come Italpol una possibile soluzione per garantire un presidio costante laddove lo Stato sembra non arrivare.

L’allarme e il rimpallo di responsabilità

In questo scenario di emergenza, si è innescato un acceso dibattito tra i diversi livelli dell’amministrazione capitolina. Se da una parte i cittadini e le associazioni locali chiedono interventi immediati, dall’altra si assiste a una complessa dinamica di competenze che vede il Municipio V dichiararsi impossibilitato ad agire in autonomia.

La gestione della sicurezza e l’attivazione di servizi di vigilanza aggiuntivi richiederebbero infatti un accordo diretto con la Prefettura, passaggio burocratico che spetta unicamente al sindaco della Capitale. Questo stallo amministrativo sta alimentando il malcontento popolare, mentre le scuole continuano a restare prive di quella protezione minima necessaria per scoraggiare nuovi assalti e garantire il diritto allo studio in un clima di normalità.

“Gualtieri chieda subito l’attivazione del protocollo di vigilanza notturna”

Sulla vicenda è intervenuta duramente la politica locale attraverso le dichiarazioni della vicepresidente della Commissione Scuola Rachele Mussolini e del coordinatore di FI in Municipio V Michel Emi Maritato.

I due esponenti hanno sottolineato come non ci sia più pace per i nidi del territorio, ormai preda quotidiana dei ladri, accusando il Municipio di tirarsi fuori da ogni responsabilità e di scaricare ogni competenza sul sindaco Gualtieri. Nella loro nota, Mussolini e Maritato hanno ribadito l’urgenza di un’intesa con la Prefettura per attivare la vigilanza notturna, sottolineando che a fare le spese di questo “rimpallo di responsabilità” sono unicamente le famiglie e i bambini, privati del diritto a frequentare le scuole in tutta serenità.