Si allarga il fronte degli arresti per la brutale aggressione avvenuta lo scorso 9 gennaio nei pressi della stazione Termini di Roma. Altri due giovani nordafricani sono finiti in carcere con l’accusa di tentato omicidio in concorso per il pestaggio di un funzionario del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, colpito probabilmente per uno scambio di persona.
Il funzionario, collaboratore della vicecapo di gabinetto del ministro Adolfo Urso, era stato pestato il 9 gennaio vicino alla stazione Termini: decisivi i filmati delle telecamere
Gli agenti della Squadra mobile hanno notificato nel carcere di Regina Coeli un’ordinanza di custodia cautelare a un tunisino di 19 anni, già detenuto per altra causa. Il suo connazionale e coetaneo è stato invece rintracciato a Perugia grazie alla collaborazione della Squadra mobile del capoluogo umbro e condotto in cella.
I due si aggiungono ai quattro giovani già identificati e arrestati nelle ore successive all’aggressione, portando a sei il numero complessivo degli indagati.
La vittima è un funzionario del Ministero delle Imprese e del Made in Italy: fa parte dello staff della vicecapo di gabinetto del ministro Adolfo Urso, Elena Lorenzini, ed è coordinatore del tavolo della moda. Dopo il violento pestaggio è stato ricoverato in terapia intensiva al policlinico Policlinico Umberto I con numerose fratture.
L’aggressione vicino via Giolitti
L’aggressione è avvenuta in tarda serata all’incrocio tra via Giolitti e piazza dei Cinquecento, a pochi passi dalla stazione Termini. La scena è stata ripresa dalle telecamere di sorveglianza esterne allo scalo ferroviario. Subito dopo il pestaggio, il branco si è dato alla fuga a piedi.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il gruppo avrebbe agito per “punire” una persona con cui aveva litigato poco prima, forse dopo un tentativo di rapina ai danni di un passante. In quel frangente, però, gli aggressori avrebbero colpito la vittima sbagliata.

















