In queste ore è il fragore delle pale dell’elicottero che sovrasta le cupole della Basilica di Santa Maria Maggiore a segnalare la presenza di un maxi blitz a Termini, che con un intervento interforze sta provando a riprendere il controllo di questo quadrante. Qui l’aria è diventata pesante dopo le feroci aggressioni dei giorni scorsi: il sangue versato sabato scorso in via Giolitti, dove un funzionario del Mimit è stato brutalmente pestato da una gang, urla ancora giustizia.
Piazza dei Cinquecento sotto la lente dei controlli a tappeto su immigrati, per chiudere il cerchio sulla gang che ha ridotto in fin di vita il funzionario Mimit
La tensione nell’area di Termini è esplosa nel corso dell’ultimo fine settimana. Sabato sera, la violenza ha colpito su due fronti, diversi ma tragicamente simili. In via Giolitti, un funzionario del Ministero delle Imprese e del Made in Italy è diventato il bersaglio di un’aggressione brutale, condotta con una ferocia tale da costringerlo a un ricovero d’urgenza al Policlinico Umberto I, dove lotta ancora per la guarigione.
Quasi contemporaneamente, un rider veniva assalito e rapinato da un gruppo di giovani. Due episodi che hanno agito da detonatore, portando la questione della sicurezza urbana ai vertici del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica presieduto dal Prefetto Lamberto Giannini.
Le indagini e il giallo della scarcerazione
Mentre la Squadra Mobile e il commissariato Viminale lavorano febbrilmente sulle immagini della videosorveglianza per identificare l’ultimo membro della gang che ha colpito il funzionario, la notizia dell’ultim’ora è che i due giovani tunisini accusati del raid contro il rider sono tornati in libertà .
Nonostante la convalida del fermo, il GIP ha respinto la custodia cautelare in carcere, citando una ricostruzione della vicenda “non lineare” e la mancanza di gravi indizi di colpevolezza. Una decisione che sposta ulteriormente il peso sulle spalle degli investigatori, chiamati a trovare riscontri inconfutabili in un contesto di microcriminalità liquida e difficile da incastrare.
Un dispositivo d’élite per il controllo del territorio
La risposta operativa non si è fatta attendere ed è attualmente in corso con una forza d’urto senza precedenti. Carabinieri e Guardia di Finanza hanno dispiegato assetti che solitamente vengono impiegati in scenari di alto rischio.
Tra la folla di turisti e pendolari si distinguono i baschi amaranto del 1° Reggimento Paracadutisti “Tuscania” e i “Baschi Verdi” della Finanza. Unità cinofile specializzate nella ricerca di armi e stupefacenti stanno setacciando ogni angolo di via Cavour e via Amendola, mentre l’elicottero del Nucleo di Pratica di Mare coordina dall’alto i movimenti delle pattuglie a terra, monitorando eventuali tentativi di fuga o assembramenti sospetti nelle aree meno illuminate.
Sanità , lavoro e decoro: un intervento a 360 gradi
L’operazione “Alto Impatto” non si sta limitando alla repressione dei reati di strada. I nuclei specializzati del Nas e del Nil stanno entrando in ogni esercizio pubblico della zona, verificando che dietro le serrande di bar e minimarket non si nascondano violazioni igienico-sanitarie o sfruttamento del lavoro nero.
Al fianco dei militari, gli operatori dell’AMA e della Sala Operativa Sociale intervengono sulle ferite del decoro urbano, sanificando le aree degradate e offrendo assistenza alle persone in stato di necessità . È una manovra a tenaglia che punta a restituire la stazione a chi la vive onestamente, nel ricordo ancora vivido di una notte di terrore, sabato scorso.
















