Lotta alla cocciniglia, servizio antincendio e nuovi alberi: così il Comune difende la pineta di Fregene

Il Comune di Fiumicino pianifica il modello di difesa e valorizzazione della storica pineta di Fregene, un esempio da seguire sul litorale laziale

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Nella foto la pineta di Fregene - Canaledieci.it

Quello di difendere e valorizzare la pineta di Fregene è un piano ambizioso e anche costoso ma il Comune di Fiumicino ha già messo nero su bianco cosa fare. Così agronomi e tecnici avviano l’intervento in vista della stagione più calda, quella estiva ovviamente.

Il Comune di Fiumicino pianifica il modello di difesa e valorizzazione della storica pineta di Fregene, un esempio da seguire sul litorale laziale

L’ultimo tassello dell’articolato piano di difesa della pineta di Fregene si è aggiunto questa mattina con l’approvazione, da parte della Giunta comunale di Fiumicino guidata dal Sindaco, Mario Baccini, del progetto esecutivo per la realizzazione di una riserva idrica antincendio.

Il ragionamento è semplice: il verificarsi di incendi, soprattutto durante la stagione estiva, rappresenta un fenomeno che può compromettere la sicurezza del territorio e la stabilità degli ecosistemi. Al centro dell’attenzione c’è un polmone verde non solo ricadente all’interno della Riserva Naturale Statale del Litorale Romano ma anche monumento ambientale rappresentativo di Fregene.

Non vanno dimenticati i personaggi che hanno passeggiato all’ombra di quei pini secolari come Ennio Flaiano, Alberto Moravia, Marcello Mastroianni, Ettore Scola, Mario Schifano, Alain Delon, Federico Fellini. Il regista vincitore di tre Premi Oscar più uno alla carriera, in quella pineta ci ha girato due dei suoi film di maggior successo: “Lo sceicco bianco” con Alberto Sordi e “Giulietta degli Spiriti” con Sandra Milo. I fratelli Vanzina, anche loro di casa a Fregene, vi hanno girato scene del film cult “Sapore di mare“.

La riserva idrica antincendio

Il piano approvato dall’amministrazione locale prevede la realizzazione di una riserva idrica, una sorta di laghetto o cisterna, collegata a un moderno gruppo di pompe di pressurizzazione. Si tratta di un presidio fondamentale per contrastare i roghi estivi e garantire la stabilità degli ecosistemi locali: l’impianto è destinato alla tutela della pineta ma, ovviamente, può funzionare anche in caso di emergenze di altro tipo al servizio di vigili del fuoco e protezione civile.

Allestire un presidio antincendio non significa esclusivamente difendere il patrimonio artboreo e vegetativo ma anche la fauna che vi trova ospitalità. E’ dei giorni scorsi la scoperta di una famiglia di lupi che vive nella pineta di Fregene.

Miglioramento del patrimonio arboreo

Parallelamente agli interventi di prevenzione incendi, il Comune di Fiumicino ha avviato un più ampio programma di tutela e valorizzazione del patrimonio arboreo. Lo scorso novembre è partita una campagna di messa in sicurezza che ha previsto l’abbattimento delle piante compromesse e la successiva ripiantumazione di 121 nuovi esemplari tra pini, lecci e querce, come richiesto dalla Commissione della Riserva, contribuendo così al rafforzamento del patrimonio ambientale e paesaggistico.

Mentre a Roma si piange sui 12mila pini morti per la cocciniglia tartaruga e sul disastroso piano di riforestazione di Castelfusano, sull’altra sponda del Tevere a breve prenderanno avvio i trattamenti endoterapici contro quel parassita su circa 2.000 pini della Pineta di Fregene e in altre aree del territorio comunale, con l’obiettivo di preservare la salute delle alberature e contrastare la diffusione del parassita.

Nell’ottica di migliorare ulteriormente l’efficienza del servizio di manutenzione del verde pubblico, il Comune di Fiumicino ha stabilito di indire una gara per l’affidamento di un piano pluriennale finalizzato alla manutenzione periodica del patrimonio arboreo.

L’accordo comprenderà, tra le altre attività, anche un servizio di pronto intervento, indispensabile per fronteggiare situazioni emergenziali dovute, ad esempio, allo schianto di rami, alla caduta di alberi o ad altre condizioni di pericolo.

L’obiettivo primario dell’Amministrazione è tuttavia quello di prevenire tali criticità, riducendo al minimo le situazioni di rischio per la pubblica e privata incolumità attraverso una programmazione puntuale degli interventi, basata sulle caratteristiche, sulle condizioni, sullo stato di salute e sull’ubicazione di ciascun albero.

A tal fine, l’Agronomo incaricato avvierà  un programma di monitoraggio ciclico del patrimonio arboreo, in un’ottica di gestione integrata del rischio, che prevede: l’aggiornamento del censimento risalente al 2017, la macro-zonizzazione del territorio secondo criteri di gestione del rischio e la definizione di un piano di cura mirato alla mitigazione delle criticità per la pubblica e privata incolumità.