Il sopralluogo pubblico per verificare lo stato d’avanzamento della riforestazione della Pineta di Castelfusano, organizzato dall’Associazione ‘C.u.r.a.a’, ha acceso i riflettori sulle condizioni attuali dell’area colpita dagli incendi degli ultimi anni, sollevando dubbi e critiche sulle modalità operative adottate nel progetto di recupero ambientale.
Il dibattito sulla riforestazione sostenibile della Pineta di Castelfusano divide cittadini e associazioni dopo il sopralluogo pubblico. Emergono dubbi sulla reale efficacia degli interventi
Nel corso della visita, cittadini e attivisti hanno evidenziato come l’intervento previsto rischi di compromettere il naturale processo di rigenerazione del territorio.
Andrea Gasparini, presidente dell’Associazione “Tutors della Riserva”, fotografa perfettamente quel che è il panorama attuale sotto gli occhi dei visitatori: “Dal sopralluogo di oggi é emersa una deforestazione di fatto di quello che era la Pineta di Castel Fusano intesa nella sua riforestazione spontanea e di essenze anche tutelate come la ginestra, per fare posto a una distesa di canne con delle piccole piante”.
Il dispiacere è tangibile nelle parole di Andrea Gasparini: “Vedere quel che é ora, senza quei bellissimi cespugli e quel sottobosco che c’era prima, come vedete, un ‘cimitero'”.

Sulla stessa lunghezza d’onda, sottolineando il panorama desolante dell’area, si esprime Piergiorgio Benvenuti, il presidente di Ecoitalia Solidale: “Purtroppo adesso c’è questa ripiantumazione che secondo noi non è fatta nel modo giusto, con piccole piantine che dovrebbero sostituire quelle morte”.
La problematica é, secondo Benvenuti che queste piante sono troppo piccole e inadatte a ripopolare nei tempi e nei modi corretti la pineta: “Purtroppo dobbiamo rilevare che queste piante sono troppo piccole per poter ripopolare l’ambiente in pochi anni, allo stato attuale la ripiantumazione avverrà non prima di 20 anni e ci auguriamo che riescano a crescere adeguatamente”.
A proposito di questa situazione, Giuseppe Conforzi, Capogruppo di Fratelli d’Italia al Municipio X aggiunge: “Questa vegetazione é stata massacrata dall’incendio e ora non ci sono alberature che, come potete vedere, al momento attuale superino i tre metri”.
Jacopa Stinchelli, Presidente dell’Associazione Curaa, sottolinea come il patrimonio naturale di CastelFusano, in sostanza, non sia protetto adeguatamente, dato che non si tiene conto delle carattreristiche ambientali della zona e il paesaggio sia stato drasticamente stravolto: “Qui ci sono piantine messe appena pochi mesi fa, non uno o due anni fa e sono allo stato attuale secche”.
Delusa, la Presidente Stinchelli conclude: “Il dipartimento tutela ambiente e l’Assessore Alfonsi sono venuti al Municipio X solo il 29 gennaio 2026, pochi giorni fa, per rassicurarci dirci che era in atto una grande ricostruzione della pineta” .
Servizio Video di Erika Spiga

















