L’Ippodromo di Capannelle torna in bilico: il Masaf convoca il Campidoglio sul mistero del nuovo gestore

E' giallo burocratico su Capannelle dove le prossime ore saranno decisive per la sopravvivenza delle corse nel 2026

L'ippodromo di Capannelle nella foto di Domenico Savi

Il futuro dell’ippodromo di Capannelle torna a tingersi di incertezza proprio nel momento in cui la città di Roma sembrava aver trovato una stabilità gestionale per il prossimo anno. Il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste ha infatti diramato una nota di convocazione urgente indirizzata ai responsabili del Dipartimento Sport di Roma Capitale, fissando un incontro risolutivo per il pomeriggio odierno.

E’ giallo burocratico su Capannelle dove le prossime ore saranno decisive per la sopravvivenza delle corse nel 2026

L’oggetto del contendere, risiede in una grave inadempienza amministrativa: il Campidoglio non avrebbe trasmesso entro il termine perentorio del 10 febbraio il nominativo ufficiale del gestore dell’impianto. Questo dettaglio non rappresenta una mera formalità, ma è la condizione indispensabile affinché il dicastero possa programmare il calendario delle corse e autorizzare lo stanziamento dei fondi necessari al mantenimento della struttura per l’intera stagione 2026.

La convocazione d’urgenza e il rischio paralisi

La Direzione Generale dell’Ippica del Masaf ha manifestato una forte preoccupazione per questo ritardo comunicativo, ritenendo necessario un confronto diretto per ricevere spiegazioni sulle ragioni che hanno impedito al Comune di Roma di ufficializzare la posizione della nuova società di gestione.

Senza una ratifica formale del soggetto responsabile entro i tempi previsti, l’intero apparato tecnico e sportivo rischia di rimanere bloccato, vanificando gli sforzi compiuti per evitare la serrata definitiva dello storico impianto di via Appia Nuova. L’appuntamento delle 15:30 presso la sede del Ministero rappresenta dunque l’ultima chiamata utile per allineare i percorsi burocratici di ente locale e governo centrale, garantendo che le attività possano proseguire regolarmente senza ulteriori intoppi procedurali.

L’assegnazione alla società Marsicana e le promesse del Campidoglio

Questo nuovo scoglio burocratico appare paradossale se si considera che soltanto poche settimane fa, a metà gennaio, l’Assessore ai Grandi Eventi e Sport di Roma Capitale, Alessandro Onorato, aveva annunciato con toni trionfali la risoluzione della crisi. Il Comune aveva infatti individuato nella società Marsicana il gestore “ponte” per tutto il 2026, una soluzione provvisoria in attesa dell’espletamento del bando europeo per la concessione di lungo periodo.

Onorato aveva descritto l’operazione come una pagina di storia per l’impiantistica sportiva romana, sottolineando l’impegno del sindaco Gualtieri e del direttore generale Albino Ruberti nel ripristinare la legalità in un sito che da vent’anni attendeva un assetto definitivo. La consegna delle chiavi dall’ex concessionario Hippogroup alla nuova società sembrava aver chiuso un capitolo oscuro, fatto di incertezze e precarietà.

Il dramma dei lavoratori e l’impatto sociale della crisi

Sullo sfondo di questa disputa documentale tra istituzioni resta la gravissima situazione dei lavoratori. Alla fine del 2025, Hippogroup aveva avviato le procedure di licenziamento collettivo per i 29 dipendenti a tempo indeterminato, una decisione figlia della contrazione dei fondi ministeriali e dei costi strutturali insostenibili. Oltre ai dipendenti diretti, il destino di Capannelle influenza la vita di circa 110 lavoratori stagionali e di un indotto imponente che comprende oltre cento famiglie che vivono stabilmente all’interno del comprensorio delle scuderie.

Con circa 500 cavalli ospitati quotidianamente, l’ippodromo non è soltanto una pista di sabbia e prato, ma una micro-comunità economica e sociale la cui sopravvivenza è legata a doppio filo alla continuità della gestione.

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Un patrimonio sportivo europeo da salvaguardare

La posta in gioco nel confronto odierno al Masaf travalica la singola procedura amministrativa. Capannelle è riconosciuto come uno degli ippodromi più antichi e prestigiosi d’Italia, un punto di riferimento per il settore ippico a livello europeo. L’obiettivo dichiarato dall’amministrazione capitolina è quello di trasformare la struttura attraverso un piano di sviluppo moderno, capace di valorizzare non solo le corse dei cavalli ma anche gli eventi e il turismo collegato.

Tuttavia, per passare dai proclami politici alla realtà operativa, è necessario che la filiera burocratica non si inceppi. La convocazione odierna dovrà chiarire se il ritardo del Comune sia dovuto a una svista procedurale o se esistano nuovi ostacoli contrattuali con il gestore incaricato, nell’auspicio che il saluto al cosmo ippico non sia un addio definitivo ma solo un faticoso nuovo inizio.