Ogni episodio di maltrattamento di animali rappresenta un vero lutto per chi ama il proprio lavoro, e per i toelettatori la recente vicenda di Pomezia ha acceso un campanello d’allarme. Un barboncino di piccola taglia sarebbe stato maltrattato da un operatore non qualificato, ripreso dalla proprietaria e denunciato alle autorità. Daniele é un toelettatore di Ostia che da tempo svolge con amore e serietà il suo lavoro e a proposito di questa vicenda commenta: “Quello che è successo a Pomezia è una cosa bruttissima per tutti noi della categoria, quasi categoria, perché non siamo ancora una categoria reale, ma non tutti sono come quel toelettatore ed é per fortuna un episodio isolato”.
Emergono criticità importanti per i toelettatori professionisti, tra improvvisazione, mancanza di regole e la necessità di maggiore trasparenza nel lavoro quotidiano
Daniele fornisce anche consigli pratici ai toelettatori per mostrare trasparenza e professionalità ai clienti: “Fai vedere quel che fai, metti vetrine, fatti vedere, é fondamentale: apri la serranda, mostra i prodotti che usi, la gestione dei cani e di come ti prendi cura di loro, se il luogo dove lavori é al chiuso, installa telecamere”.
Il problema principale resta l’assenza di un percorso formativo obbligatorio per i toelettatori.
Daniele spiega le difficoltà di chi lavora nel settore della toelettatura animali, un settore non ancora regolamentato ufficialmente: “Attualmente esistono corsi di diversa qualità, più o meno professionail, ma gli attestati sono fittizi, non garantiscono realmente le competenze necessarie. La professione manca di regolamentazione, non esistendo una categoria professionale come toelettatore, il che significa che i clienti non possono sapere se la persona a cui affidano il loro cane sia preparata e seria”.
A questo scopo Daniele avverte chi pensa che sia facile improvvisare il lavoro di toelettatore: “Aprire un’attività pensando che sia facile è un’illusione: questo lavoro è nobile, ma richiede formazione e gavetta e le nostre associazioni spingono perché si vada nella direzione della regolamentazione, dato che con questa professione é possibile vivere dignitosamente”, aggiunge Daniele, sottolineando come una vera scuola di formazione sia indispensabile.
Servizio Video di Francesca Del Mastro

















