Cinghiali, cercasi associazioni pronte ad adottarli: l’appello della Regione Lazio

L'avviso pubblico riguarda anche i 180 cinghiali della “Sfattoria degli Ultimi”: enti e strutture autorizzate possono candidarsi per garantire loro il mantenimento a vita

Foto: repertorio

Cercasi associazioni, enti e strutture autorizzate pronte ad ‘adottare’ cinghiali. È questo, in sintesi, l’appello lanciato dalla Regione Lazio con un avviso appena pubblicato sul Bollettino ufficiale.

L’avviso pubblico riguarda anche i 180 cinghiali della “Sfattoria degli Ultimi”: enti e strutture autorizzate possono candidarsi per garantire loro il mantenimento a vita

L’obiettivo è trovare una sistemazione definitiva ai cinghiali provenienti da un sequestro giudiziario, in particolare quelli ospitati nella struttura nota come “Sfattoria degli Ultimi”, dove gli animali sono ormai allo stremo data la mancanza di fondi.

La scadenza è vicina: le manifestazioni di interesse dovranno essere inviate entro le ore 23.59 del 20 febbraio 2026. Il tempo, dunque, è limitato per chi volesse farsi avanti e garantire ai cinghiali una nuova casa.

Dal sequestro alla ricerca di una nuova casa

La vicenda parte nel giugno 2025, quando circa 180 animali selvatici o ibridi – molti dei quali cinghiali nati e cresciuti in cattività – sono stati posti sotto sequestro dall’Autorità giudiziaria.

La custodia è stata affidata alla Regione Lazio, che ha assunto la responsabilità della loro gestione.

In una prima fase sono intervenute associazioni di volontariato animaliste, che si sono occupate del sostentamento e delle cure quotidiane, migliorando sensibilmente le condizioni rispetto a quelle riscontrate al momento del sequestro: spazi ristretti, carenza di ripari adeguati, problemi igienico-sanitari e alimentazione insufficiente.

Molti degli animali, nel tempo, hanno sviluppato una forte confidenza con l’uomo. Un aspetto che rende complesso immaginare per loro un ritorno alla vita selvatica.

Alcuni, abituati al contatto con i volontari, potrebbero non essere più in grado di sopravvivere in autonomia. Da qui la scelta di avviare un bando pubblico per individuare strutture idonee ad accoglierli stabilmente.

Chi può adottare i cinghiali

L’avviso è rivolto a soggetti pubblici e privati in possesso dell’autorizzazione alla detenzione di fauna selvatica e dei requisiti previsti dalla normativa vigente, inclusi quelli in materia di biosicurezza. Possono candidarsi associazioni di volontariato, Onlus, enti di promozione sociale e ambientale, aziende agricole e agrituristiche, fattorie didattiche, rifugi permanenti, collezioni faunistiche e centri di accoglienza per animali.

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I cinghiali della Sfattoria degli ultimi

Non si tratta di un’adozione simbolica, ma di un impegno concreto e a lungo termine.

Chi si farà avanti dovrà garantire il mantenimento dei cinghiali per tutta la durata della loro vita, senza oneri economici per la Regione. Saranno privilegiate le realtà in grado di offrire spazi ampi, recinti adeguati e condizioni tali da evitare stress agli animali.

Il numero di esemplari richiesto dovrà essere compatibile con le dimensioni delle strutture disponibili.

Inoltre, gli animali non potranno essere destinati alla riproduzione: qualora non già sterilizzati, dovranno essere sottoposti a sterilizzazione a spese del concessionario, anche per contribuire alla prevenzione del rischio di diffusione della peste suina africana.

Trasporto e regole

Per tutelare il benessere animale, la cessione potrà avvenire solo verso destinazioni entro un raggio massimo di 500 chilometri dal luogo di ritiro.

Il trasporto dovrà rispettare il Regolamento europeo sulla protezione degli animali durante il trasporto (Reg. CE n. 1/2005) e sarà interamente a carico del soggetto che acquisisce i cinghiali. I requisiti sanitari necessari allo spostamento saranno definiti in raccordo con le ASL competenti.

Come presentare la domanda

Le manifestazioni di interesse devono essere inviate esclusivamente via PEC all’indirizzo agrifauna@pec.regione.lazio.it, indicando nell’oggetto: “Manifestazione di interesse per l’acquisizione di cinghiali”.

La domanda dovrà contenere i dati del soggetto richiedente, la documentazione attestante il possesso dei requisiti di legge, il numero e la tipologia di animali richiesti, il luogo di destinazione e una dichiarazione di accettazione integrale delle condizioni previste dal bando. Le istanze saranno valutate da una Commissione nominata dalla Direzione regionale competente, che redigerà l’elenco dei soggetti idonei.

Per i cinghiali sequestrati si apre ora una fase decisiva. Dopo mesi di incertezza, il futuro di questi animali dipenderà dalla disponibilità di associazioni e strutture pronte a farsi carico di un impegno complesso ma fondamentale: offrire loro una vita dignitosa e stabile. Qui il bando