Esistono luoghi dove il progresso sembra camminare all’indietro e Via dei Cerchi, nel cuore pulsante della Capitale, è diventata l’emblema di questa involuzione urbanistica. Laddove prima sorgeva una corsia protetta per le biciclette, delimitata da cordoli in marmo e pensata per garantire sicurezza ai cittadini, oggi regna il caos di quella che molti definiscono una vera e propria autostrada urbana.
Via dei Cerchi da corsia protetta a zona di pericolo: la denuncia di residenti e ciclisti dopo l’allargamento della carreggiata
L’allargamento improvviso della sede stradale, causato dallo smantellamento delle protezioni preesistenti, ha trasformato un tratto monumentale in una pista di lancio per automobili che procedono a velocità folli, ben oltre i limiti consentiti, mettendo a rischio chiunque provi ad attraversare o a pedalare in quella zona.
Il cantiere attualmente in corso in Via dei Cerchi ha lasciato sbigottiti i fruitori abituali della mobilità dolce. A gennaio gli operai hanno iniziato per rimuovere la pista ciclabile realizzata solo nel maggio 2022, ed ora, quello che era un tracciato funzionale, che costeggiava il Circo Massimo collegandosi a Piazza di Porta Capena e alle Terme di Caracalla, è stato letteralmente cancellato.
La motivazione ufficiale risiede nel restyling legato al GRAB (Grande Raccordo Anulare delle Bici), che prevede lo spostamento del percorso ciclabile sul lato opposto della strada, verso il Palatino. Tuttavia, questa scelta di “smontare e rimontare” è stata accolta con estremo scetticismo: i cittadini si chiedono perché non si sia proceduto con una progettazione lungimirante fin dall’inizio, evitando di sprecare risorse per demolire opere terminate appena due anni fa.
L’analisi e i numeri del Grab
L’associazione Salvaiciclisti-Roma ha sollevato di recente dei dubbi sulla reale entità dei lavori legati al GRAB. Secondo i loro calcoli, basati sui dati di gennaio, il 56% del tracciato presentato come “nuovo” era in realtà già percorribile prima dell’attuale amministrazione, tra sentieri nei parchi e piste storiche.
Degli oltre 48 chilometri previsti, solo una minima parte rappresenta interventi effettivamente realizzati ex novo. Una discrepanza tra la narrazione che parla di 185 chilometri di Biciplan in arrivo, e la realtà dei cantieri “a tentoni”, che alimenta la frustrazione di chi vede le ciclabili sparire sotto i propri occhi con la promessa di un futuro e incerto ricollocamento.
Sicurezza stradale e velocità fuori controllo
Il problema più urgente, sollevato con forza da chi frequenta Via dei Cerchi, riguarda poi la sicurezza immediata. Senza più i blocchi di marmo a delimitare il percorso ciclabile, lo spazio stradale è raddoppiato agli occhi degli automobilisti.
Il risultato? Un incremento spaventoso della velocità. Molti ciclisti hanno dichiarato di aver rischiato la vita negli ultimi giorni, sfiorati da veicoli che ignorano totalmente il limite dei 30 km orari. Si è creato un “effetto autostrada” che scoraggia chiunque voglia utilizzare mezzi sostenibili per recarsi al lavoro.
La critica è unanime: la vecchia soluzione reggeva perfettamente, i parcheggi erano garantiti e la strada era sufficientemente larga per un transito moderato. Oggi, in attesa che la nuova pista sul lato Palatino venga completata, il tratto è diventato una terra di nessuno.
Un progetto senza visione o una gestione approssimativa
L’interrogativo che rimbalza tra i residenti e le associazioni è se esista davvero un piano organico per la viabilità di Roma Centro. “Modificare i tracciati in base a proteste o a necessità improvvise di cantiere suggerisce una gestione che procede per tentativi, piuttosto che per obiettivi certi” – tra i commenti più soft.
Se l’obiettivo del GRAB è favorire i 75 mila romani che si muovono quotidianamente su due ruote, la strategia di smantellare percorsi protetti per mesi, lasciando il campo libero alla velocità selvaggia delle auto, sembra andare nella direzione opposta.
Resta la preoccupazione per i rischi strutturali e per l’incolumità delle persone: in attesa della nuova corsia pedonale promessa dove prima c’era la bici, Via dei Cerchi rimane un deserto di asfalto dove a vincere, ancora una volta, è il motore a scapito della sicurezza e del decoro urbano.


















