Orrore al Parco della Madonnetta: aggredisce compagna e la sequestra con un’amica in una baracca

Le due donne sono state intrappolate nella baracca e chiuse con un lucchetto dall'aggressore, che girava armato nel Parco della Madonnetta

Una violenta lite domestica si è trasformata in una drammatica operazione di salvataggio nel cuore del Parco della Madonnetta ad Acilia, dove la Polizia di Stato ha interrotto un gravissimo episodio di violenza e sequestro nei confronti di due donne.

Le due donne sono state intrappolate nella baracca e chiuse con un lucchetto dall’aggressore, che girava armato nel Parco della Madonnetta

Sono stati gli agenti del X Distretto Lido di Roma ad intervenire d’urgenza a seguito di una segnalazione arrivata alla Sala Operativa della Questura, riguardante urla e richieste di aiuto provenienti da una zona isolata del parco noto per l’abbandono e per i drammatici episodi di aggressione che si sono susseguiti negli anni: una di queste portò alla morte di Riccardo Pica, il 26 febbraio 2021 a causa di un arresto cardiaco, mentre la scorsa estate, alla fine del mese di agosto, dopo quattro giorni di agonia sempre a seguito di un’aggressione subita all’interno del Parco, morì la 56enne Simonetta Uzzo.

Nel blitz odierno, i poliziotti giunti sul posto hanno dovuto farsi strada nel degrado ancora presente nel parco, guidati dai lamenti soffocati delle vittime, fino a individuare un alloggio di fortuna: una baracca dove si stava consumando il reato. L’intervento tempestivo ha permesso di trarre in salvo due donne, una delle quali gravemente ferita, mettendo fine a ore di puro terrore.

La dinamica dell’aggressione e il blocco della baracca

Tutto è iniziato con una lite tra le mura di un alloggio di fortuna che ha visto come protagonista un uomo di 50 anni di origini ucraine e la sua compagna.

La discussione è rapidamente degenerata in un’aggressione fisica brutale, ed è stato in quel frangente che un’amica della vittima, è accorsa sul posto nel tentativo disperato di riportare la calma e proteggere la donna.

Un gesto rischioso di cui ha pagato subito le conseguenze, quando la furia dell’aggressore si è scagliata anche contro di lei e l‘uomo ha deciso quindi di privare entrambe della libertà, sbarrando l’unico accesso della baracca con una catena e un lucchetto, impedendo loro qualsiasi via di fuga.

Le due donne sono rimaste così intrappolate all’interno della struttura precaria mentre l’aggressore si allontanava nel parco.

L’irruzione della Polizia e il soccorsi dei sanitari

Quando i poliziotti hanno raggiunto l’alloggio segnalato, si sono trovati di fronte alla scena di un vero e proprio sequestro di persona, con la baracca che era ancora sigillata dall’esterno.

Una volta forzato il lucchetto e spalancata la porta poi, gli agenti hanno trovato la compagna dell’uomo riversa a terra, in stato di shock e con evidenti segni di percosse, ecchimosi ed escoriazioni su tutto il corpo.

La gravità delle sue condizioni fisiche ha richiesto l’immediato intervento del personale sanitario dell’ARES 118 per la donna che è stata trasportata d’urgenza in ospedale per ricevere le cure necessarie, mentre l’amica, sebbene provata per il sequestro subito, è riuscita a fornire i primi dettagli utili all’identificazione del responsabile.

La cattura dell’aggressore e il sequestro dell’arma

Mentre una parte della squadra prestava soccorso alle vittime, altri agenti hanno iniziato una battuta di ricerca all’interno del parco della Madonnetta per intercettare il fuggiasco.

La ricerca è durata pochi minuti: l’uomo, corrispondente perfettamente alle descrizioni fornite, è stato individuato poco distante dal luogo del sequestro. Alla vista delle divise, il cinquantenne ha tentato inutilmente di divincolarsi e resistere al fermo dei poliziotti, che sono riusciti a immobilizzarlo e a disarmarlo di un coltello che l’uomo portava ancora con sé e che, secondo le testimonianze raccolte, era stato brandito contro le due donne durante le fasi concitate dell’aggressione e della segregazione.

Convalida dell’arresto e misure cautelari

L’uomo è stato condotto presso gli uffici del X Distretto Lido per l’espletamento degli atti di rito. Le accuse formalizzate a suo carico sono di maltrattamenti in famiglia e sequestro di persona. Al termine delle procedure, il cinquantenne è stato trasferito presso la Casa Circondariale di Regina Coeli.

L’Autorità Giudiziaria ha successivamente convalidato l’arresto, confermando la custodia cautelare in carcere. È importante sottolineare che, trovandosi il procedimento nella fase delle indagini preliminari, per l’indagato vige il principio della presunzione di innocenza fino a un’eventuale condanna definitiva.

Messa in sicurezza e riqualificazione

L’amministrazione comunale da anni promette la messa in sicurezza di quello ch resta del centro sportivo all’interno del Parco della Madonnetta. Addirittura dal Campidoglio sono arrivati proclemi che raccontano il finanziamento di opere per 10 milioni utili a riqualificdare l’area. Ebbene, di tutto questo non si è visto ancora nulla: le rovine sono abitate da senza fissa dimora che fanno il buono e cattivo tempo, mettendo a rischio il passaggio di sportivi e semplici pedoni.