L’aggressione al Punto Verde Qualità di Acilia si è trasformata in una tragedia. Tutto è iniziato domenica 17 agosto, quando Roberto Musumeci, trasferitosi in via Bruno Molajoli ad Acilia, per fare da custode volontario alla struttura all’interno del Parco della Madonnetta (essendo un senza fissa dimora) ed è arrivato in soccorso di suo zio e di sua zia Simonetta Uzzo (56 anni). Simonetta e il fratello, secondo la versione rilasciata dal signor Musumeci, sarebbero stati sorpresi da due uomini che li avrebbero aggrediti all’interno dell’area verde.
Dopo l’aggressione all’interno del parco, la donna è stata ricoverata in gravi condizioni ed è stata dichiarata cerebralmente morta all’ospedale San Camillo
Poco dopo l’episodio, le condizioni di Simonetta, già segnata da vari problemi di salute, si sarebbero aggravate rapidamente fino a un punto di non ritorno.
Nei pressi dell’abitazione di famiglia, Roberto ha raccontato di aver trovato la zia riversa a terra, priva di forze e in evidente stato di shock.
Roberto Musumeci racconta quel che si è trovato davanti agli occhi, in una versione che in ogni caso presenta diversi punti oscuri ancora da chiarire ed è al vaglio delle forze dell’ordine in queste ore: “Quando sono arrivato, mia zia aveva evidenti difficoltà a parlare e restare in piedi, poi dopo qualche giorno, giovedì 21 agosto, è stata dichiarata morta cerebralmente”.
Poi, prosegue Musumeci, “Mio fratello ha fatto vedere ai carabinieri il punto esatto dell’aggressione e ci auguriamo che chi ha aggredito mio fratello e mia sorella venga catturato, uno zingaro era pelato e di grossa corporatura, sull’altro non ho grosse informazioni. Ci auguriamo che presto l’autopsia faccia chiarezza per spiegare se la morte di mia sorella sia stata provocata dall’attacco da parte dei due Rom“.
Allertati, sono intervenuti sul posto i carabinieri e i sanitari del 118, per soccorrerla immediatamente con l’ambulanza.
La donna è stata portata all’ospedale Grassi di Ostia, dove i medici hanno riscontrato escoriazioni sul collo e una lesione intracranica che faceva temere il peggio.
Vista la gravità del quadro clinico, Simonetta è stata trasferita al San Camillo di Roma, dove le sue condizioni sono progressivamente peggiorate. Nonostante i tentativi di tenerla in vita, il 21 agosto i medici hanno dovuto dichiararne la morte cerebrale, procedendo poi alla sospensione dei macchinari che la sostenevano.
Sulla vicenda resta ora aperto un interrogativo cruciale: se la morte della donna sia stata determinata direttamente dall’aggressione al Punto Verde Qualità Acilia o se abbiano influito in modo decisivo le sue condizioni di salute già precarie.
L’autopsia disposta dalla procura sarà fondamentale per stabilire la verità. Le escoriazioni riscontrate sul collo e la lesione intracranica sono elementi che sembrano confermare la violenza subita, ma solo l’analisi medico-legale potrà chiarire il reale nesso tra quei traumi e il decesso.
Un mese fa il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha annunciato l’investimento di 10 milioni di euro da parte del Campidoglio per la “ricostruzione” del parco della Madonnetta. Al momento, però, non si vedono gli effetti di quell’impegno.
La morte di Simonetta Uzzo ha riportato drammaticamente alla ribalta la questione della sicurezza al Parco della Madonnetta, un luogo che negli ultimi anni è diventato simbolo di degrado e paura per i residenti. Prima la tragica vicenda di Riccardo Pica, il 16enne morto mentre fuggiva da un uomo armato di accetta, e ora la scomparsa della sorella del custode del Punto Verde Qualità dopo l’aggressione.
Due episodi diversi ma legati dallo stesso contesto, che hanno lasciato una ferita profonda nel tessuto sociale di Acilia.
Servizio video di Gloria Piccioli.

















