La gestione dei lavori presso l’ex fabbrica Penicillina di via Tiburtina è finita al centro di una durissima polemica sollevata dai residenti e dai movimenti per l’abitare, che denunciano il rischio concreto di un disastro sanitario causato dalla dispersione di amianto e rifiuti tossici.
ASIA USB e movimenti denunciano violazione della legge 257/1992: si teme la dispersione di fibre cancerogene nei lavori all’ex Penicillina vicino a scuole e asili
Le sigle ASIA USB, Movimento per il diritto all’abitare e Potere al Popolo hanno lanciato un grido d’allarme riguardo alle attività iniziate da giorni nell’area dell’ex stabilimento farmaceutico.
Secondo quanto riferito dai portavoce dei movimenti, i lavori starebbero procedendo senza il rispetto delle rigorose procedure previste dalla legge 257/1992. Questa normativa impone protocolli ferrei per la bonifica e lo smaltimento dell’amianto e dei rifiuti pericolosi, materiali che risultano ufficialmente certificati all’interno del sito di via Tiburtina. La preoccupazione è che la manipolazione di tali sostanze senza le dovute precauzioni possa liberare polveri altamente pericolose nell’atmosfera.
Violazione della normativa e rischi per la popolazione
Il cuore della protesta riguarda la tutela della salute pubblica in un’area densamente popolata. I comitati denunciano che il IV Municipio non stia rispettando gli obblighi di comunicazione sui rischi ambientali, una mancanza definita “criminale” data la vicinanza del cantiere a scuole, asili e abitazioni civili.
L’amianto (Eternit), se danneggiato o usurato, diventa friabile: le sue fibre invisibili, se inalate o ingerite, sono responsabili di patologie devastanti come il mesotelioma, l’asbestosi e diverse forme di tumore ai polmoni e alla laringe. Il fatto che gli operai non si siano presentati sul posto proprio in concomitanza con le prime contestazioni viene interpretato dai residenti come un segnale dell’opacità con cui si sta gestendo l’intervento.
Le richieste alle istituzioni: Umberti e Gualtieri sotto accusa
La cittadinanza esige risposte immediate e trasparenti. Viene richiesto che il presidente del IV Municipio, Massimiliano Umberti, gli assessori competenti e il sindaco di Roma Roberto Gualtieri rendano conto della modalità di esecuzione dei lavori.
La richiesta principale è l’istituzione di un processo partecipativo che permetta agli abitanti del quadrante di monitorare la bonifica. I residenti sottolineano come la sicurezza non possa essere sacrificata in nome di una gestione sbrigativa del patrimonio pubblico e pretendono che ogni operazione sia affidata a ditte specializzate dotate di tutte le certificazioni di legge per il trattamento di rifiuti non assimilabili agli urbani.
Appuntamento giovedì 5 febbraio: la mobilitazione
Per dare forza a queste rivendicazioni, è stato indetto un presidio per giovedì 5 febbraio, alle ore 10:30, presso la sede del IV Municipio in via Tiburtina 1163. La scelta della data per il promemoria non è casuale, cadendo nella giornata mondiale contro il cancro: una coincidenza che serve a rimarcare come l’esposizione prolungata o anche occasionale a materiali tossici possa avere effetti letali che si manifestano anche dopo decenni.
I movimenti invitano tutta la cittadinanza a partecipare per ribadire che la salute dei residenti di via Tiburtina non ha prezzo e non può essere messa a repentaglio da operazioni di bonifica irregolari.


















