Roma sperimenta i semafori “intelligenti”: stop automatico per chi corre troppo. Si parte dalla Colombo

Una panoramica del nuovo incrocio appena dopo la fine dei lavori per l'installazione degli impianti semaforici -canaledieci.it

Roma si prepara a rlanciare i semafori “smart”, dispositivi tecnologici in grado di fermare automaticamente le auto che sfrecciano superando i limiti di velocità. La prima strada a ospitare la sperimentazione sarà la Cristoforo Colombo, la strada – sempre trafficata e teatro di troppi incidenti – che collega il centro città al litorale di Ostia.

Sensori posizionati prima degli incroci rileveranno la velocità delle auto e attiveranno il semaforo rosso, riducendo il rischio di incidenti lungo la Cristoforo Colombo

I semafori intelligenti saranno installati in prossimità di incroci e attraversamenti pedonali e funzioneranno grazie a sensori posizionati a distanza, tra i 150 e i 300 metri prima del dispositivo.

Se un veicolo dovesse correre troppo, scatterà automaticamente il rosso, rallentando così la marcia del conducente e prevenendo potenziali incidenti.

L’iniziativa nasce da una mozione dei consiglieri capitolini Dario Nanni, Giovanni Zannola e Riccardo Corbucci, approvata qualche giorno fa all’unanimità dall’Aula Giulio Cesare.

L’obiettivo è soprattutto culturale: dissuadere dall’alta velocità e aumentare la sicurezza stradale. Non si tratta di una novità assoluta: simili sistemi funzionano già in provincia di Trento”, spiega Dario Nanni, primo firmatario della mozione.

“Il rosso non scatterà all’improvviso”

Nanni chiarisce inoltre che il rosso non scatterà all’improvviso: i sensori monitoreranno la velocità dei veicoli a una certa distanza dall’incrocio, dando il tempo necessario ai conducenti di rallentare.

Prima dell’avvio della sperimentazione, la tecnologia sarà verificata attraverso sopralluoghi con la Polizia locale e il Dipartimento Mobilità.

Da parte dell’Amministrazione c’è tutto l’interesse a migliorare la sicurezza stradale. Speriamo che questi semafori intelligenti possano essere presto installati in città”, conclude Nanni.