Non è stata una notte qualunque quella appena trascorsa nelle periferie romane, dove due distinte operazioni Carabinieri e i reparti operativi della Polizia di Stato hanno combattuto con ogni strumento in loro possesso, una vera e propria battaglia al narcotraffico capitolino A subire un colpo durissimo il mercato della cocaina e del crack, con quasi mille dosi che sono state sottratte alla vendita, mettendo letteralmente “in mutande” le organizzazioni che gestiscono lo spaccio al dettaglio.
Le operazioni di Carabinieri e Polizia con 17 arresti in poche ore: cocaina e crack erano nascoste ovunque tra edicole, siepi e impalcature
Tra il Quarticciolo e Tor Bella Monaca, il bilancio finale parla di 17 persone tratte in arresto in flagranza di reato, nelle due distinte azioni con l’obiettivo di scardinare il controllo del territorio da parte dei sodalizi criminali.
L’antefatto: la strategia del Prefetto e l’arrivo del “Tuscania”
Le operazioni non sono nate per caso, ma sono legate alle linee strategiche tracciate in queste ore dal Prefetto di Roma, Lamberto Giannini, all’interno del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.
L’obiettivo: colpire illegalità e degrado attraverso l’impiego di reparti ad alta specializzazione. Al Quarticciolo, i Carabinieri della Compagnia Roma Casilina sono stati per questo affiancati dai paracadutisti del I Reggimento “Tuscania”. Uno schieramento di forze che ha permesso di setacciare centimetro per centimetro i lotti condominiali, trasformati in zone d’ombra inaccessibili, portando all’arresto di 13 persone (2 italiani e 11 stranieri).

Il “tesoro” nascosto tra siepi ed edicole chiuse
La creatività dei pusher nel nascondere la sostanza stupefacente è emersa in tutta la sua evidenza durante i blitz al Quarticciolo. I militari hanno recuperato circa 800 dosi tra cocaina e crack, non solo fermando chi tentava la fuga, ma scovando nascondigli ingegnosi.
Dosi di droga erano state occultate all’insaputa dei proprietari in un’edicola chiusa, tra le siepi dei cortili e perfino sui rami degli arbusti nelle aree comuni. Oltre alla droga, sono stati sequestrati 2mila euro in banconote di piccolo taglio, segno tangibile di un’attività di vendita frenetica e continua.
Tor Bella Monaca: i Falchi e la lotta corpo a corpo
Parallelamente, nel quartiere di Tor Bella Monaca, i “Falchi” della Squadra Mobile hanno operato con la consueta rapidità su due ruote. In viale dell’Archeologia e nel famigerato “Ferro di Cavallo”, la Polizia ha effettuato 4 arresti “chirurgici”.

In un caso, un giovane pusher ha tentato una resistenza disperata aggredendo gli agenti con calci, pugni e persino spray al peperoncino, nel vano tentativo di difendere 52 dosi di cocaina. Un altro pusher è stato incastrato mentre tentava di lanciare un borsello tra le impalcature di un cantiere, mossa neutralizzata dalla prontezza degli investigatori che hanno recuperato altri 70 involucri.
Il bilancio finale
Il terzo blitz dei Falchi, avvenuto nei pressi di via dei Cochi, ha portato al fermo di due cittadini egiziani che avevano provato a nascondere la droga sopra la tettoia di un gazebo. Complessivamente, tra le due zone, sono state rimosse dalle strade quasi 1.000 dosi, un quantitativo che rappresenta un danno economico rilevante per le piazze di spaccio. Tutti gli arresti sono stati convalidati.
Trovandosi nella fase delle indagini preliminari, per tutti gli indagati vige il principio di presunzione di innocenza fino a condanna definitiva.


















