Spararono a Giancarlo Tei: la procura di Roma chiede 52 anni di carcere

Dietro il tentato omicidio di Giancarlo Tei, un intreccio di narcotraffico e regolamenti di conti: la procura chiede 52 anni di carcere per i tre imputati

Immagine di archivio dell'ingresso della Città Giudiziaria a Piazzale Clodio

La procura di Roma ha chiesto condanne per 52 anni di carcere per i tre giovani accusati di aver tentato di uccidere Giancarlo Tei, trent’anni da compiere e da tempo noto esponente della malavita romana.

Dietro il tentato omicidio di Giancarlo Tei, un intreccio di narcotraffico e regolamenti di conti: la procura chiede 52 anni di carcere per i tre imputati

L’agguato, avvenuto la sera dell’11 maggio 2024, ha visto i tre sparare ripetutamente contro Tei sotto casa, in un atto che si inserisce in una lunga serie di violenze legate al narcotraffico e a regolamenti di conti tra gruppi rivali.

Giancarlo Tei, ribattezzato “Lello”, non è considerato un semplice pusher, ma un riferimento per una delle piazze più calde di Tor Bella Monaca. La sua carriera inizia da giovanissimo, quando, ancora adolescente ha impugnato una pistola.

Da allora, la sua vita è stata segnata da processi, arresti e continui contrasti con la giustizia, fino alla sua attuale latitanza.

Secondo gli inquirenti, l’attacco sarebbe stato orchestrato da chi cerca di ripristinare gli equilibri nel narcotraffico della capitale, con Tei considerato una figura troppo ingombrante.

I tre accusati, i sudamericani Luis Alfredo Martinez Toribio, Jhon Edinson Moreno Martinez e Vinicio Jose Fernandez Alcantara, personaggi non noti nel giro romano, erano scesi il giorno prima dalla Liguria per mettere a segno l’esecuzione fallita per un soffio.

Per la procura non si era trattato di un avvertimento: i colpi sono continuati anche dopo che Tei era stato colpito, fino a quando il giovane non è riuscito a fuggire, evitando una tragedia.

Le indagini hanno rivelato che due dei tre imputati erano già coinvolti in un’inchiesta parallela legata al boss albanese Elvis Demce, ora recluso col regime di carcere duro.

Scampato già alla morte

Tei era già stato vittima di un altro tentato omicidio. Quando aveva solo 18 anni, due uomini gli spararono con una calibro 22 all’interno di un’abitazione di via Scozza, la stessa strada dell’agguato di due anni fa.

Due uomini allora suonarono alla porta della sua abitazione e quando il ragazzo aprì la porta gli spararono alle gambe con una pistola calibro 22.

Oggi a Tor Bella Monaca nuova imponente operazione antidroga dei carabinieri: sono intervenuti anche i paracadutisti del primo reggimento Tuscania.Â