Il Gup di Roma ha condannato a 11 anni e 4 mesi di reclusione Elvis Demce, considerato una figura di rilievo del narcotraffico nella Capitale. La sentenza, pronunciata con il rito abbreviato, ha riguardato complessivamente 14 imputati, mentre altre due persone hanno optato per il patteggiamento e 12 sono state rinviate a giudizio con rito ordinario.
Il narcos albanese Elvis Demce, già detenuto al 41 bis, incassa una nuova condanna: le contestazioni
Le accuse, formulate in aula dal pm Francesco Cascini, spaziano dal traffico di droga al possesso di armi e alle estorsioni. La condanna per il narcos albanese, già detenuto al 41 bis nel carcere di Sassari, si aggiunge a una pena precedente definitiva di 15 anni e 4 mesi sempre per traffico di droga.
Demce ha inoltre una condanna non definitiva a 18 anni e mezzo per il tentato omicidio di Alessio Marzani, ferito a colpi di arma da fuoco il 22 ottobre 2020 ad Acilia.
Secondo il suo legale, l’avvocato Marco Franco, “l’unico aspetto positivo della sentenza è la dichiarata insussistenza del metodo mafioso, che era stata alla base della narrazione giudiziaria su Demce. Tuttavia, riteniamo che ci sia stato un errore nel calcolo della pena per il reato continuato e contesteremo anche l’utilizzabilità di alcune intercettazioni, come le cosiddette Sky Ecc”.
Recentemente, a pochi giorni dal Natale, a Demce era stato applicato il 41 bis, il regime di carcere duro, diventando il primo esponente dei narcos albanesi a Roma a subirlo. La misura è stata decisa in seguito alle indagini della Direzione distrettuale antimafia di Roma e dei carabinieri del Nucleo investigativo.
Le investigazioni hanno rivelato che Demce continuava a coordinare sequestri ed estorsioni anche dal carcere. Tra gli episodi più recenti, figura il coinvolgimento di un commerciante di auto dal quale il gruppo cercava informazioni sui rivali legati a Fabrizio Fabietti, collegato in passato allo stesso Demce attraverso Fabrizio Piscitelli, noto come ‘Diabolik’, ucciso nel 2019 al parco degli Acquedotti.
La bomba sotto casa
A luglio scorso, a un giorno dall’esecuzione della nuova ordinanza di custodia cautelare, un ordigno è stato ritrovato vicino all’abitazione della famiglia di Demce, sollevando timori su possibili nuovi assetti della criminalità romana. Sulla vicenda indagano i magistrati della Dda.



















