“Sei un aborto mancato”: condannata per maltrattamenti perde la villa di Casal Palocco sequestrata dal figlio

Condannata per maltrattamenti ai danni del figlio perde la villa di Casal Palocco sigillata dal tribunale civile

Aveva subito una condanna in primo grado per maltrattamenti ai danni del figlio, ormai 33enne, e ha tentato di vendere la villa di Casal Palocco appena ereditata.

Condannata per maltrattamenti ai danni del figlio perde la villa di Casal Palocco sigillata dal tribunale civile

Ma l’uomo, che aveva chiesto un risarcimento di un milione di euro alla madre, ritenuta colpevole di vessazioni e violenze di ogni genere perpetrati per quasi 20 anni ha scoperto il tentativo e ha ottenuto il sequestro conservativo di un immobile del valore di 750mila euro.

E’ quanto accaduto in questi giorni nell’ambito di una vicenda triste che viene dal passato e risale all’inizio degli anni 2000 quando il 33enne ha iniziato a subire pesanti maltrattamenti da parte della donna, una 59enne che lo aveva definito ‘cancro del mio utero’, ‘aborto mancato’ utilizzando altri pesanti epiteti spesso di fronte ai parenti più stretti ma anche ai suoi amici.

Una galleria degli orrori

Nel 2019 il giovane si è deciso a presentare denuncia nei confronti della madre che, secondo quanto ricostruito dal pubblico ministero, Barbara Trotta, lo aveva picchiato nel 2005 con una violenza tale da costringerlo a ricorrere alle cure dei sanitari sostenendo che quei lividi e i pesanti segni delle percosse subite, fossero state provocate a un’aggressione subita da alcuni coetanei per rapinarlo di una bicicletta.

Ma ciò che emerso in sede giudiziaria è stato un lungo tunnel degli orrori di cui facevano parte anche riti esoterici cui il bambino era stato obbligato a partecipare svegliandolo in piena notte. E giù, oltre alle minacce e alle botte, anche gli insulti della donna incolpava il figlio di averle causato problemi alla colonna vertebrale per via di un parto da lei giudicato difficile.

Una condotta persecutoria che non si arrestava neppure durante i compleanni, le feste comandate e persino il Natale quando la 59enne chiudeva il figlio a chiave in stanza, anche per diverse ore di fila, togliendogli i soldi e i regali che gli erano stati fatti. Non ultima la tortura psicologica di consideralo fuori peso sino al punto di chiudergli il frigorifero con un lucchetto di cui teneva le chiavi.

Fatti confermati anche dalle testimonianze rese in giudizio dagli amici del 33enne che spesso girava vestito in modo trasandato ed essendo sempre a corto di danaro chiedeva loro ospitalità per vivere almeno alcuni momenti di serenità, come quelli che passava raramente a casa della nonna materna.

La richiesta di risarcimento danni e il tentativo di aggirarla

L’uomo ha presentato una richiesta di risarcimento nei confronti della madre ed è notizia di queste ultime settimane che la donna, dopo aver ereditato la villa di Casal Palocco, l’aveva messa in vendita stipulando un contratto preliminare per cedere la quota di sua proprietà alla sorella.

La segnalazione è giunta al tribunale che ha disposto il sequestro conservativo dell’immobile a garanzia dei diritti vantati dal figlio.

E’ opportuno ricordare che qualsiasi persona fermata, denunciata, tratta in arresto, indagata o rinviata a giudizio in ogni stato e grado del procedimento penale deve essere considerata innocente sino alla pronuncia di una sentenza di condanna definitiva nei suoi confronti.