Nuovo atto di guerra del Campidoglio contro B&B, affittacamere e case vacanza di Roma da parte del Campidoglio che, con una raffica di accertamenti e ingiunzioni di pagamento, pretende ratei di tassa di soggiorno già versati o inesigibili per meri errori di calcolo da parte degli uffici stessi.
Contro i gestori di B&B e case vacanza di Roma raffica di accertamenti e ingiunzioni di pagamento per ratei di tassa di soggiorno già versati o inesistenti. Il sistema della “rete a strascico”: qualcuno ci casca
Non bastassero tutti gli adempimenti burocratici e l’imbarazzo di pretendere dai turisti una esosa tassa di soggiorno a fronte di una città immersa nel degrado e nei disservizi, i gestori delle strutture ricettive di Roma stanno vivendo una nuova tappa dell’incubo già materializzatosi nel 2023. Come successe tre anni fa, infatti, gli uffici amministrativi dell’Assessorato al Turismo d’intesa con l’agenzia di riscossione Aequa Roma, hanno ripreso a inviare ai titolari una raffica di accertamenti e di ingiunzioni di pagamento per ratei di tassa di soggiorno degli anni passati, a partire dal 2020.
Quell’operazione per il Campidoglio si dimostrò assolutamente infruttuosa con la stragrande maggioranza dei casi con i ricorrenti risultati in regola. In questa nuova tornata di “cartelle pazze”, molti casi riguardano addirittura operatori turistici che già allora risultarono a posto o per la documentazione prodotta in prova o anche per la vittoria dei ricorsi presentati alla Corte di Giustizia Tributaria di Roma. Ignorando le determine e le sentenze di annullamento, gli uffici del Campidoglio stanno rimandato nuovamente le medesime pretese di pagamento.
Sentenze che danno ragione agli operatori turistici
Anche in questa nuova ondata di cartelle pazze, il Campidoglio rivendica i pagamenti sovrapponendo i dati della Questura (i gestori hanno l’obbligo di segnalare identità, nazionalità, numero di ospiti e durata del soggiorno degli alloggiati) con quelli dichiarati al sistema informatico di gestione della tassa di soggiorno Gecos del Comune. Si tratta di una procedura che la giurisprudenza considera scorretta, come ricordano in un articolo Sergio Lombardi e Giuliano Mandolesi su Italia Oggi: “Uno dei primi principi giurisprudenziali definitisi sulla questione riguarda i dati della Questura, che ‘non appaiono perfettamente sovrapponibili a quelli richiesti per il pagamento del contributo di soggiorno’ (varie sentenze dal 2024, più recentemente Sentenza n. 4278/2025 Cgt Roma). Il medesimo principio è espresso in maniera articolata nelle più recenti sentenze: è ‘evidente che i dati ricevuti dalla Questura – Polizia di Stato, senza una effettiva depurazione e lavorazione, non possano essere direttamente utilizzati ai fini del calcolo reale dei pernottamenti, perché riportanti dati non finalizzati a tale scopo’. (Sentenza n. 13605/2025 Cgt Roma)”.
Le sentenze smentiscono i conteggi fatti sulle note della Questura per tutta una serie di ragioni: per esempio, non può essere indicata la eventuale residenza romana degli ospiti (che sono esenti dalla tassa di soggiorno), non specifica se il medesimo ospite è esente oltre il decimo giorno di soggiorno (la tassa si applica fino a un massimo di 10 giorni), non specifica l’età degli ospiti (sotto i 12 anni la tassa di soggiorno non è dovuta), non evidenzia se si tratta di personale delle forze dell’ordine (esente totalmente). E, peraltro, negli accertamenti non si distingue neanche il vecchio sistema tariffario dal nuovo (3,5 euro a notte invece delle attuali 6 euro per i B&B).
La sentenza: “Campidoglio vago e inadempiente”
Stando alla sentenza n. 2082/2025 della Corte di Giustizia Tributaria di Roma, è evidente che il Campidoglio nell’inviare richieste di pagamento e accertamenti “ci prova” senza fornire le proprie inoppugnabili prove: “Roma Capitale – si legge nel dispositivo dei giudici – non ha prodotto in giudizio i dati tratti dalle rispettive piattaforme, a differenza della ricorrente, che, invece, li ha prodotti come allegato. … la parte resistente avrebbe dovuto dare prova documentale dei dati a cui si riferisce l’accertamento in modo tale da mettere in condizione questo Giudice di trarre le dovute conclusioni. In difetto di tale attività, che si risolve in un mancato adempimento dell’onere della prova, il ricorso deve essere accolto”.
Il sistema della rete a strascico
Il punto è che, pur dando ragione ai ricorrenti ovvero ai gestori delle strutture ricettive, la Corte di Giustizia Tributaria di Roma manca di sanzionare il Campidoglio, neanche in termini di risarcimento delle spese legali. Così facendo, ovviamente, non ci sono funzionari capitolini che devono rispondere del danno erariale provocato da eventuali sanzioni e si disincentivano i destinatari degli accertamenti dall’affrontare spese legali per far valere i propri diritti.
Il quadro, insomma, è quello del classico sistema della “rete a strascico”: gli uffici lanciano la rete per fare cassa e più di qualcuno, pur di non spendere soldi per gli avvocati e non perdere tempo in pressochè inutili ricorsi, preferisce pagare. Così facendo, ci si chiede, è da considerare legale e corretta questa pratica? Non c’è nessuno che abbia l’autorità di mettere di fronte alle proprie responsabilità Sindaco e assessore competente?
Impossibile ottenere un appuntamento
Accertamenti e ingiunzioni di pagamento danno la facoltà ai destinatari di presentare documenti e memorie per dimostrare errori di calcolo e puntualità dei versamenti. Impossibile, però, confrontarsi con un impiegato dell’amministrazione: gli sportelli di Aequa Roma in via Ostiense sono presi d’assalto e non ci sono appuntamenti in agenda disponibili per i prossimi mesi. Così, dopo aver perso tempo a ricostruire la propria posizione, individuare gli errori commessi da chi in Campidoglio ha inviato le richieste di arretrati, non resta altro che mandare una PEC al dipartimento. Correndo il rischio che, trascorsi i 30 giorni imposti per mettersi in regola, in caso di respingimento delle “prove” magari solo perché non presentate nell’ordine preteso, la somma dovuta si moltiplichi all’inverosimile.
















