Incidente a Tivoli: arrampicatore precipita dallo Scoglio Porcelli, intervento di Soccorso Alpino e eliambulanza

Un arrampicatore ferito a seguito di una caduta alla falesia di Scoglio Porcelli: intervento tempestivo del Soccorso Alpino e dell’eliambulanza per il recupero e il trasporto in ospedale

I soccorsi all'arrampicatore

Nel primo pomeriggio di oggi, il Soccorso Alpino è intervenuto alla falesia di Scoglio Porcelli, a Tivoli, per soccorrere un arrampicatore precipitato dall’altezza di almeno cinque metri. Un incidente durante un allenamento.

Un arrampicatore ferito a seguito di una caduta alla falesia di Scoglio Porcelli: intervento tempestivo del Soccorso Alpino e dell’eliambulanza per il recupero e il trasporto in ospedale

Immediatamente attivato, il Soccorso Alpino e Speleologico ha inviato una squadra di terra sul luogo dell’incidente, mentre l’eliambulanza Ares 118 Lazio è decollata con a bordo il personale medico e il tecnico di elisoccorso del Cnsas.

Giunti sul posto, l’elicottero ha eseguito una manovra di hovering, posizionandosi poco distante dalla parete rocciosa per consentire il rapido sbarco del personale. Il paziente è stato raggiunto e stabilizzato in breve tempo, per poi essere imbarellato.

Il recupero è avvenuto tramite verricello, permettendo così il trasporto immediato in elicottero e il trasferimento d’urgenza al policlinico di Tor Vergata. Il ricovero in codice rosso, ma le sue condizioni non sarebbero gravi.

Sul luogo dell’incidente sono intervenuti anche i soccorritori del 118 con una ambulanbza e i Vigili del Fuoco, che hanno contribuito alle operazioni di soccorso e messa in sicurezza.

La Falesia “Scoglio Porcelli”, la palestra di Roma per l’arrampicata

Il “Scoglio Porcelli”, situato sopra Tivoli, è una falesia per arrampicata che offre 35 vie, dai gradi 2 al 6b, distribuite su 9 settori. Questa palestra è conosciuta soprattutto dagli alpinisti locali, ma anche romani, con una storia che affonda le radici negli anni ’30.

Fu negli anni ’50 e ’60 che alcuni alpinisti tiburtini, come Pier Giorgio Coccia e Luigi Roveda, tracciarono le prime vie. Dopo un periodo di abbandono, nel 2001-2002, Filippo Carter e Alessandro Pavia iniziarono a recuperarla, aggiungendo nuove vie come “Impiccheranno Geordie”.

Nel 2019, Vincenzo Abbate avviò un’importante opera di restauro, con la pulitura e messa in sicurezza delle vie.

Grazie alla collaborazione tra alpinisti e il contributo di enti come il Soccorso Alpino e i Vigili del Fuoco, la falesia è diventata un punto di ritrovo per gli arrampicatori. L’ambiente è ora sicuro, panoramico e perfetto per allenamenti, con un clima di grande collaborazione tra i frequentatori.