Passaporto distrutto, ‘rimpalli’ tra comune di Roma e Fiumicino per la carta d’identità: minore senza documenti

Un minorenne resta senza documenti: passaporto deteriorato e rimpalli di responsabilità tra Roma e Fiumicino bloccano il rilascio della prima carta d’identità

Immagine di repertorio

Un 16enne di Ostia si trova senza alcun documento valido, in Italia e nel 2026, nonostante i suoi genitori stiano facendo da tempo di tutto per farglielo avere: il passaporto del ragazzo è deteriorato e inutilizzabile e la sua prima carta d’identità elettronica non può essere rilasciata a causa dei ‘rimpalli’ tra il Comune di Roma e quello di Fiumicino.

Un minorenne resta senza documenti: passaporto deteriorato e rimpalli di responsabilità tra Roma e Fiumicino bloccano il rilascio della prima carta d’identità

Questa é la situazione reale che una famiglia e il ragazzo minorenne stanno vivendo, stretti nella morsa di informazioni inesatte pubblicate anche online sui siti ufficiali, mail di risposta fumose e misteriose, lungaggini di vario tipo.

Una odissea moderna che evidenzia una volta di più le innumerevoli e assurde criticità dei servizi pubblici digitali italiani.

Alberto, padre del minore residente con la sua famiglia a Ostia, comune di Roma, racconta a Canaledieci.it la vicenda, cercando di fare chiarezza tra una “Babele” di disagi inattesi e apparentemente senza fine né spiegazione chiara: Mio figlio minorenne è senza documenti, questa è la base: ho già contattato il Comune di Fiumicino, dopo aver iniziato questa gimkana burocratica con quello di Roma, dove risiediamo”.

“Il risultato: mi hanno risposto negativamente dal comune aeroportuale – racconta deluso il genitore – nonostante sul sito del comune di Fiumicino sia scritto che si rilasciano documenti anche ai non residenti, mentre in quello di Roma, che ha la competenza territoriale per produrlo, ho tempi d’attesa anche di 4-5 mesi minimo o superiori.”

“Purtroppo – sottolinea il padre del ragazzo il passaporto di mio figlio si è deteriorato molto nel tempo, di fatto è inutilizzabile, carta straccia e avevo pensato, erroneamente che a questo punto sarebbe stato il momento di fargli fare la sua prima carta d’identità, ovviamente elettronica, dato che a oggi é oramai l’unico formato disponibile per i cittadini“.

Il padre rincara la dose e aggiunge dettagli: “Ho provato a prenotare un appuntamento online tramite i canali predisposti e, sconsolato, ho tentato di fare lo stesso anche in altri Comuni oltre a Roma e Fiumicino, senza risultati, venendo respinto con motivazioni via vie diverse. Sul sito di Fiumicino, invece é chiaramente scritto l’esatto contrario, ovvero che in casi come il nostro non dovrebbero esserci problemi a rilasciare il documento della carta d’identità, anche per chi non risiede nel comune aeroprtuale ma poi mi hanno detto, per iscritto, che non è possibile se non si risiede a Fiumicino, un controsenso” spiega il padre.

Il ragazzo non ha mai avuto una carta d’identità, né cartacea né elettronica, ma solo il passaporto, avendo lui ora 16 anni. Il passaporto che ha sempre utilizzato finora si é letteralmente distrutto nel tempo, fino a diventare illegibile tanto da creargli problemi concreti e di recente, anche all’estero.

 A Londra, spiega suo papà“Non gli hanno permesso di imbarcarsi sull’aereo per tornare a casa, se non dopo una serie infinita di discussioni con il personale dello scalo inglese, perchè il passaporto era illegibile”.

Il primissimo tentativo di ottenere la sua prima carta d’identità elettronica è stato fatto dal padre a Roma, Comune di residenza, come logica impone.

Ma come spesso, purtroppo, accade, i tempi di attesa online sono lunghissimi, con appuntamenti disponibili a distanza di mesi e in sedi municipali molto lontane da dove si abita.

Un blocco che ha spinto la famiglia a rivolgersi anche ad altri Comuni più accessibili a livello di chilometraggio: Fiumicino, Pomezia e Ladispoli, non così distanti da Ostia e che, almeno a livello teorico, non ponevano problemi se si era residenti altrove.

Dopo questi altri tentativi, l’amara ammissione di papà Alberto: “A questo punto credo che farò prima a rifargli il passaporto piuttosto che la sua prima carta d’identità, ma non può certo girare senza documento. Dal Comune di Roma ci sono tempi biblici, mentre negli altri Comuni, pur dichiarando disponibilità, poi in realtà non rilasciano documenti a chi non è residente”, aggiunge il padre.

Il risultato è un rimpallo di responsabilità e una realtà che si scontra con quel che è affermato dai siti ufficiali e dalle dichiarazioni dei Comuni che lascia un minorenne senza alcun documento valido, nonostante le spiegazioni dettagliate e i tentativi concreti dei genitori.

Una situazione paradossale che dimostra le contraddizioni dei servizi digitali e la distanza tra procedure teoriche e realtà vissuta in concreto da tantissimi cittadini che si trovano ogni giorno in situazioni analoghe.

Come ultima spiaggia, racconta Alberto, il padre del giovane: Il comune di Roma mi ha detto di tentare, sempre via internet, a collegarmi al sito della CIE in orari assurdi, di notte, e ripetutamente, random, per vedere se per caso e per puro miracolo, si liberava qualche spazio il prima possibile. Ma puntualmente in Municipi molto lontani dal mio, che risiedo nel X Municipio della Capitale. Qua sembra di essere alla lotteria”.

In un’epoca di SPID e digitalizzazione, un 16enne resta bloccato senza documento, con conseguenze che portano problemi negli spostamenti e nella vita quotidiana, fino ad arrivare all’impossibilità di viaggiare all’estero, mostrando quanto la burocrazia possa rallentare l’accesso ai diritti fondamentali della persona.

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