La tragedia si consuma in un attimo: la Fiat Panda sfreccia a oltre 90 km/h su una strada con limite a 50, e Cynthia Ventucci, 69 anni, non ha scampo. È la sera del 10 gennaio 2025, quando la pensionata viene travolta e uccisa sulle strisce pedonali mentre torna a casa con il marito, dopo la festa di compleanno della nipotina.
Il 31enne guidava a quasi il doppio del limite dopo aver assunto stupefacenti. La donna, 69 anni, stava attraversando la strada col marito
Un impatto fatale che si verifica all’incrocio tra via Giuseppe Antonio Andriulli e via Filippo Fiorentini, nel quartiere Collatino di Roma. La donna muore sul colpo, mentre il marito, incredibilmente, si salva.
Il responsabile dell’incidente è Matteo B., 31 anni: guidava la Panda del padre. Si scoprirà poi che si era messo al volante sotto effetti di stupefacenti, cocaina e metadone. Ora – a un anno dalla tragedia – la condanna col rito abbreviato a 6 anni per omicidio stradale con le varie aggravanti.
L’incidente e la ricostruzione dei fatti
Cynthia e suo marito avevano trascorso il pomeriggio in famiglia, a casa della figlia, poco distante. Quando arrivano all’incrocio con via dei Fiorentini, decidono di attraversare le strisce pedonali.
In quel momento, la luce del semaforo è gialla, secondo quanto riportato dall’accusa. Per il conducente rossa. Tuttavia, il conducente della Panda non frena: la sua vettura investe la donna con una violenza devastante. Cynthia non ha tempo nemmeno di spostarsi.
Immediatamente dopo l’incidente, i soccorsi arrivano sul posto, ma non possono fare altro che dichiarare il decesso della donna. Il conducente, invece, viene portato d’urgenza all’ospedale Tor Vergata per gli accertamenti di rito. I test tossicologici rivelano che il 31enne aveva assunto sostanze stupefacenti.
Cynthia Ventucci, ex commessa di Valentino e appassionata di moda, si era appena ritirata dal lavoro dopo una carriera nell’atelier di Piazza di Spagna. La sua morte ha lasciato un vuoto profondo nella sua famiglia e nell’intera comunità del Collatino, dove viveva. La donna era amata per la sua personalità vivace e il suo impegno nel quartiere. I familiari sono ancora in attesa di risarcimento.

Le parole della difesa
I difensori dell’automobilista, gli avvocati Federico Scognamiglio e Luca Milani, valuteranno le motivazioni della sentenza per un eventuale appello. “In una consulenza della procura si attesta che il semaforo era giallo per il conducente e rosso per i pedoni. Sulla velocità poi ci sono dubbi”, precisa Scognamiglio.
Il trentenne, romano e residente nelle vicinanze, era stato arrestato, su misura cautekare, dagli agenti della Polizia Locale poche settimane dopo l’investimento: è tuttora agli arresti domiciliari.


















