Roma, sotto effetto di cocaina investì e uccise Cynthia Ventucci: va ai domiciliari

Cynthia Ventucci uccisa per strada mentre rientrava a casa col marito. Per il trentenne romano disposta l'applicazione del braccialetto elettronico

Cynthia Ventucci

Agli arresti domiciliari col braccialetto elettronico con l’accusa di omicidio stradale aggravato. La giustizia presenta il conto all’automobilista romano che la sera del 10 gennaio al Collatino ha investito e ucciso la 69enne Cynthia Ventucci, all’altezza di via Fiorentini. La donna stava attraversando la strada, in via Andriulli, sulle strisce pedonali insieme al marito, quando è stata falciata. Rientravano dalla festa di compleanno della nipotina.

Cynthia Ventucci uccisa per strada mentre rientrava a casa col marito. Per il trentenne romano disposta l’applicazione del braccialetto elettronico

La loro sfortuna incrociarsi per un attimo con il trentenne romano alla guida di una Panda lanciata a tutta velocità. Una volta fermato dalla Polizia Locale è emerso il resto: l’uomo non solo non aveva rispettato i limiti di velocità, il semaforo rosso, e le strisce pedonali, ma guidava sotto effetto di cocaina e metadone.

Il gip di Roma Roberta Conforti, raccolte le richieste della procura, ha così disposto per l’automobilista gli arresti domiciliari con applicazione della misura cautelare del braccialetto elettronico.

Il narcotest

Ad aggravare la posizione del trentenne proprio l’esito del narcotest finito agli atti della procura.

Secondo le prime ricostruzioni, l’automobilista alla guida di una Panda viaggiava a velocità elevata e non avrebbe neanche rispettato il semaforo rosso travolgendo la donna sbalzata a diversi metri. Un impatto violentissimo che non ha lasciato scampo alla passante.

Uccisa sulle strisce

Cynthia Ventucci, dipendente in pensione della casa di moda Valentino, stava tornando a casa insieme al marito dopo aver festeggiato il compleanno della nipotina a pochi isolati.

Il marito, che ha assistito impotente alla scena, è rimasto illeso per miracolo. Era solo pochi passi dietro di lei.

La misura cautelare per l’automobilista

La misura cautelare per l’automobilista che guidava in maniera folle è stata dai caschi bianchi del VII Gruppo Tuscolano Roma Capitale in collaborazione dell’Arma dei Carabinieri, incaricati di provvedere all’applicazione del braccialetto elettronico e alla sorveglianza sull’adempimento delle prescrizioni imposte all’indagato.