La spirale della vendetta al Trullo: incendiata l’abitazione dei presunti assassini di Demir

Dopo l’omicidio, la vendetta: incendiata la casa dei presunti killer di Demir Orahovac

Demir Orahovac

Dopo l’omicidio, l’incendio che si trascina l’ombra di una faida. La casa incendiata in piena notte al Trullo era abitata da Claudio Zainaghi e il figlio Andrea (48 e 25), due dei tre uomini arrestati per l’omicidio di Demir Orahovac, il 25enne romano di origine montenegrina accoltellato il 20 dicembre sull’uscio di un palazzo Ater della vicina viale Ventimiglia e morto l’indomani al San Camillo.

Dopo l’omicidio, la vendetta: incendiata la casa dei presunti killer di Demir Orahovac

Il rogo è divampato alle tre di notte di martedì 6 gennaio, in un appartamento al terzo piano di una palazzina di via Colle Val d’Elsa. In casa non c’era nessuno: l’assegnatario e il figlio sono stati reclusi per l’omicidio e il resto della famiglia si è trasferita altrove subito dopo.

I vigili del fuoco hanno spento l’incendio, poi le indagini sono passate agli uomini della Polizia Scientifica.

L’incendio in un appartamento disabitato aveva subito insospettito gli investigatori, ma scoperto a stretto giro chi fosse la famiglia assegnataria l’indagine ha preso subito un’altra piega.

Si indaga per dolo

Le cause dell’incendio sono ancora in fase di accertamento, ma l’ipotesi dolosa appare al momento la più accreditata. Chi ha appiccato il fuoco potrebbe averlo fatto per vendicare la morte di Demir Orahovac, in quella che sembra una spirale di ritorsioni senza fine, una sorta di faida.

Anche per questo, sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia Roma Eur, che indagano sull’omicidio del giovane italo-montenegrino. Un omicidio che sarebbe maturato in un contesto di vendette legate al racket delle case popolari, tra occupazioni abusive e compravendite illegali di alloggi Ater.

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I rilievi dopo l’accoltellamento mortale

Lo scorso giugno Demir e il fratello Aldin, 23 anni, avevano occupato abusivamente un appartamento in via Ventimiglia. A novembre l’Ater aveva segnalato formalmente l’occupazione illegale di quell’alloggio, regolarmente assegnato a un’anziana. Un mese dopo, l’escalation culminata nell’omicidio.

Le auto in fiamme poche ore prima del delitto

La notte del delitto sarebbe stata segnata da una sequenza di episodi violenti. Prima una lite, poi il danneggiamento di una porta nel palazzo. Intorno alle 5 del mattino l’incendio di una Lancia Y in via Colle Val d’Elsa e una Fiat 500 in via Ventimiglia, quest’ultima di proprietà di Claudio Zainaghi. Due ore dopo, alle 7, Demir Orahovac viene accoltellato alle spalle sulle scale del palazzo. Trasportato in codice rosso al San Camillo, muore poco dopo.

Le indagini portano rapidamente all’arresto di padre e figlio, trovati con i vestiti sporchi di sangue. Poco distante viene recuperato anche un coltello da cucina a lama seghettata, ritenuto l’arma del delitto.

Ora, a distanza di giorni, un nuovo incendio riaccende la tensione nel quartiere. Gli investigatori stanno analizzando le telecamere di sorveglianza della zona e ascoltando alcuni residenti.
Da giorni quella casa era vuota”, assicurano i vicini dei Zainaghi. Ora per l’incendio si indaga a partire dalla cerchia familiare e relazionale della vittima. Il timore è che la faida non sia ancora finita.