Un detenuto di nazionalità tunisina ha scatenato il panico alla Casa di Reclusione di Rebibbia, mettendo a rischio la sicurezza dell’intero istituto. Il 26 dicembre, in evidente stato di astinenza, l’uomo ha ingerito quattro accendini e due batterie, un gesto che ha richiesto il suo immediato trasporto in ospedale per l’estrazione degli oggetti ingeriti.
Un detenuto ingerisce accendini e batterie, poi devasta la sezione del carcere di Rebibbia: la denuncia del sindacato
Nonostante le difficoltà durante l’intervento, il personale di polizia penitenziaria è riuscito a contenere l’aggressività del detenuto e a riportarlo nel carcere senza ulteriori incidenti.
Il giorno successivo, la situazione è precipitata. Il 28 dicembre, l’uomo ha minacciato di morte la dottoressa di guardia, accusandola di non somministrargli la terapia che lui stesso aveva richiesto, una terapia che poteva rivelarsi fatale per lui, da arresto cardiaco.
Da lì è iniziata una devastazione totale all’interno della sezione. Il detenuto ha distrutto l’impianto di videosorveglianza, rompendo telecamere e neon e causando danni a quadri elettrici, televisori e arredi delle celle. Ha inoltre dato fuoco a due materassi, creando un serio pericolo per la sicurezza dell’intero reparto.
Nel corso della sua furia, il detenuto ha continuato a urlare e minacciare violenza, mentre i poliziotti della penitenziaria, con grande difficoltà, sono riusciti a fermarlo e a contenere il suo comportamento. Dopo una lunga mediazione, gli agenti sono riusciti a recuperare gli oggetti con cui si era ferito, evitando così un ulteriore aggravamento della situazione. Fortunatamente, la professionalità del personale ha impedito che la situazione degenerasse ulteriormente.
Un episodio non isolato. Il giorno prima sempre a Rebibbia Nuovo Complesso a un poliziotto preso in ostaggio è stato rotto il naso.
Il sindacato: “Condizioni ormai insostenibili”
Il sindacato della polizia penitenziaria Cnpp-Spp ha duramente criticato la situazione dell’istituto e del sistema carceri, sottolineando che la carenza di personale, unita alla presenza di detenuti con problematiche psichiatriche, rende sempre più difficile il controllo e la sicurezza all’interno del carcere.
Gianluca Garau, sindacalista del Cnpp-Spp, ha dichiarato: “Questo è l’ennesimo episodio di violenza che mette in luce le condizioni insostenibili in cui operano gli agenti di polizia penitenziaria. Un solo detenuto è riuscito a causare danni gravissimi in una sezione, mettendo in pericolo la sicurezza di tutti. La carenza di personale e di strutture idonee per detenuti ad alta problematicità è una realtà che non può più essere ignorata”.


















