Nuovo episodio di violenza nel carcere di Rebibbia Nuovo Complesso, dove ieri, sabato 27 dicembre, un giovane detenuto di origine magrebina ha aggredito un poliziotto con una testata, fratturandogli il naso.
Un giovane detenuto aggredisce un agente con una testata, mentre il carcere soffoca sotto il peso di sovraffollamento e carenza di personale
Il poliziotto ferito non guarirà prima di venti giorni. L’aggressione, avvenuta nel reparto G9, ha riacceso le tensioni all’interno dell’istituto penitenziario, già segnato da gravi problemi di sovraffollamento e carenza di personale.
La vicenda si inserisce in un contesto sempre più esplosivo, con episodi di violenza che sembrano moltiplicarsi nelle carceri italiane.
Un clima di crescente insicurezza
Solo il giorno prima, sempre a Rebibbia Nuovo complesso, un detenuto albanese ha minacciato un agente e distrutto il computer del medico utilizzando un’asta del porta flebo. Non contento, ha cercato di aggredire con l’arma improvvisata sia il medico che l’infermiera.
Sovraffollamento e carenza di personale: una situazione insostenibile
Rebibbia, come molte altre carceri italiane, è alle prese con il grave problema del sovraffollamento. Con una capacità prevista di 1.171 detenuti, l’istituto ospita attualmente 1.655 persone, ben oltre i limiti. Le celle sovraffollate e gli spazi insufficienti rendono impossibile il corretto sviluppo di percorsi trattamentali, fondamentali per ridurre la recidiva e favorire il reinserimento sociale dei detenuti.
Inoltre, la carenza di personale sta raggiungendo livelli critici. Con circa 200 agenti di polizia penitenziaria in meno rispetto al numero previsto, i pochi agenti in servizio sono costretti a gestire un numero elevato di detenuti, aumentando i carichi di lavoro e il rischio di nuovi episodi di violenza. Attualmente, l’istituto di Rebibbia dovrebbe contare su 782 unità di polizia penitenziaria, ma il personale effettivo è ben lontano da questo numero.
Le parole del sindacato
Massimo Costantino, segretario della Fns Cisl Lazio, ha denunciato la gravità della situazione: “È urgente intervenire per compensare le perdite di personale, completare gli organici e garantire la sicurezza degli agenti e dei detenuti. Non possiamo permettere che la situazione peggiori ulteriormente“. La Fns Cisl Lazio ha inoltre espresso solidarietà all’agente ferito e ha ribadito l’importanza di trasferire i detenuti responsabili di atti di violenza in strutture più sicure, per evitare il ripetersi di simili aggressioni.
Il giorno prima, venerdì 26 dicembre, nel carcere minorile di Casal del Marmo un poliziotto è stato sequestrato e malmenato da una decina di baby detenuti, per lui la prognosi di guarigione 17 giorni.

















