Consultazione beffa del Campidoglio sul Parco del Mare di Ostia: pareri della città entro l’8 gennaio

Dal Campidoglio mossa a sorpresa: 15 giorni di tempo per esprimere un parere idrogeologico sul Parco del Mare, 24 milioni di euro per trasformare il lungomare di Ostia. Niente Consiglio Municipale e vecchi atti online

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Sarà il più importante intervento urbanistico dell’ultimo mezzo secolo della storia di Ostia ma il Campidoglio vuole un parere della città sul nascente Parco del Mare entro 15 giorni sotto le feste di Natale. Impossibile convocare assemblee e incontri entro l’8 gennaio  anche se, per ora, il parere richiesto è limitato alla sola compatibilità idrogeologica. Anche considerando che gli atti aggiornati alla Conferenza dei Servizi da consultare sono parziali o assenti sul sito istituzionale.

Dal Campidoglio mossa a sorpresa: 15 giorni di tempo per esprimere un parere idrogeologico sul Parco del Mare, 24 milioni di euro per trasformare il lungomare di Ostia. Niente Consiglio Municipale e vecchi atti online

Gli atti che si trovano allegati alla richiesta di parere sono: l’indizione della Conferenza dei Servizi del 5 settembre, il nulla-osta idrogeologico, il Progetto di fattibilità tecnico-economica datato novembre 2025 e il dettaglio tecnico del progetto del nuovo ponte sul Canale dei Pescatori. Non ci sono gli aggiornamenti alla luce della Conferenza dei Servizi e l’unico parere richiesto alla comunità è quello sull’impatto idrogeologico del Parco del Mare.

In ballo c’è la spesa di 24 milioni di euro per un’opera che, essendo finanziata dall’Europa, deve essere tassativamente messa in cantiere entro il 31 dicembre 2026. L’intervento avrà effetti dirompenti sulla mobilità e sulla accessibilità alle spiagge principalmente nel quadrante di levante di ostia. Verrà chiusa la corsia lato mare, saranno cancellati oltre 2400 posti auto per la sosta, si realizzerà una duna artificiale a monte del lungomuro (che non sarà demolito). Insomma, cambierà la possibilità di spostamento verso la via Cristoforo Colombo per i residenti e la potenzialità di fruizione di quelle spiagge per i bagnanti.

Eppure il parere richiesto rispetto a questo cambiamento epocale del Lido, il primo dopo la creazione del quartiere-ghetto di Nuova Ostia risalente al 1972, dovrà essere espresso durante le feste di fine anno. Chiariamo che far partecipare la comunità al Processo partecipativo è un obbligo di legge quando riguarda l’assetto urbanistico e che, per ora, il parere richiesto è esclusivamente legato al quadro idrogeologico, pur’esso molto importante.

Documenti non aggiornati

Tra i documenti proposti all’attenzione pubblica per l’espressione del parere sull’impatto idrogeologico c’è il Progetto di Fattibilità Tecnico Economica datato Novembre 2025, quindi antecedente alle conclusioni della Conferenza dei Servizi, e relativo alla “Ipotesi percorso navetta elettrica”. Quale nesso ci sia con la compatibilità idrogeologica del Parco del Mare con la ipotizzata linea bus è tutto da capire. Ed è incomprensibile pubblicare atti vecchi per la formulazione di un parere così delicato in una zona che ha vincoli ambientali precisi.

Per esempio, ci si chiede, che fine faranno i previsti parcheggi di via Ugolino Vivaldi e il prolungamento di via dei Sandolini, contestati dagli ambientalisti proprio perchè fortemente impattanti non solo culle presenti dune di macchia mediterranea ma anche perchè alterano l’equilibrio idrogeologico dell’area?

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Il prospetto del Progtto di Fattibilità Tecnico Economica allegato alla richiesta di parere: è datato novembre 2025

Municipio in vacanza

Ovviamente aver lanciato il periodo di espressione del parere da parte della comunità di Ostia sul Parco del Mare il 24 dicembre entro un termine di 15 giorni significa aver chiamato fuori il Consiglio del X Municipio che è in ferie. In realtà, il X Municipio si era chiamato fuori da solo: quando a novembre l’opposizione aveva chiesto una seduta straordinaria per analizzare il progetto del Parco del Mare e dare indicazioni al Campidoglio, la maggioranza di sinistra ha deciso di rinviare a fine gennaio la consultazione.

Anche volendo rincorrere il termine, c’è un problema tecnico: il Pd, principale partito della coalizione di governo, è senza capogruppo. Chi ha rivestito questo ruolo, Margherita Welyam, è stata sospesa dal 16 dicembre per tre mesi come provvedimento disciplinare del partito. La sua colpa? Aver criticato l’operato deficitario dell’assessora all’Ambiente, Valentina Prodon.