Il modello Barcellona fa scuola anche sul Lido di Roma. Nel nuovo Piano Unico del Commercio di Ostia approvato dalla Giunta e dal Consiglio del X Municipio Roma Mare c’è spazio per una vera e propria rivoluzione dei mercati coperti, dei chioschi e delle edicole.
Approvato il Piano Unico del Commercio di Ostia una rivoluzione che parte dai mercati coperti e toccherà chioschi, edicole e strutture di vendita di prodotti agricoli
Il Piano darà la possibilità agli assegnatari delle concessioni, che saranno messe a bando dall’inizio dell’anno prossimo, di aprire, oltre a i box adibiti alla vendita dei prodotti commerciali, spazi interni al mercato in cui degustare aperitivi, mangiare pesce o più semplicemente bersi una birra comodamente seduti al tavolino tra un acquisto e l’altro.
“Il nuovo piano da mandato al Dipartimento competente di Roma Capitale di predisporre le gare necessarie a dare piena attuazione alle indicazioni approvate a livello locale”, dice Antonio Caliendo Assessore alle Attività Produttive del X Municipio.
“Si tratta di recepire la direttiva Bolkestein sulla liberalizzazione degli esercizi commerciali presenti anche su area pubblica grazie alla mappatura e all’indicizzazione di tutto ciò che è presente sul territorio. Una fotografia dell’esistente -prosegue Caliendo- che ha richiesto un lavoro certosino, da parte degli uffici tecnici, durato due anni. I mercati diventeranno luoghi d’incontro aperti 24 ore al giorno anche per farsi una chiacchierata di fronte a un buon bicchiere di vino o a una tagliata di frutta”.
Il nuovo regolamento aveva iniziato prendere forma a livello locale all’inizio del 2024.
La rivoluzione dei mercati coperti
Il Piano prevede che i mercati coperti restino invariati, tranne quello di via Orazio dello Sbirro che sarà sottoposto a ristrutturazione a partire dal prossimo mese, e che diventino attivi tutto il giorno grazie a box con spazi di vendita più larghi e a un’area centrale destinata alla somministrazione dove sarà possibile mangiare e riposarsi. Novità che riguarderanno il mercato dell’Appagliatore, quello di via Capo Passero e la struttura coperta di Casal Bernocchi.
“Abbiamo ritenuto opportuno non inserire in questa lista -precisa Caliendo- il mercato di San Giorgio nei pressi di Acilia per inserirlo nell’elenco delle infrastrutture in cui attueremo questa mini-rivoluzione solo dopo che saranno conclusi gli interventi di manutenzione cui sono state destinate risorse pari a un milione di euro”.
Anche questa location commerciale situata alle porte del litorale e dotata di serrande che si affacciano sulla pubblica via sarà, in un secondo momento, ispirata al modello iberico con tavolini esterni per la vendita di cibo e bevande.
Apertura di tre nuovi mercati saltuari e novità per gli imprenditori agricoli
Si tratta, nel complesso, di strutture che stavano progressivamente scomparendo e che saranno risistemate di concerto con gli operatori del settore per dargli una conformazione completamente nuova.
I mercati saltuari esistenti saranno riordinati con la possibilità di crearne di nuovi a Dragona/Dragoncello, Infernetto e Giardino di Roma per ampliare, così come sollecitato dai residenti, l’offerta merceologica a comunità che ormai possiedono esigenze diverse rispetto al passato.
“Gli imprenditori agricoli e i coltivatori diretti -prosegue l’assessore- finalmente torneranno alla legalità e alla normalizzazione con la ridefinizione delle planimetrie e l’aggiornamento di una mappatura che era ferma al 2017. Il Piano prevede l’istituzione di due mercati di questo tipo in via Pietro Rosa e a Largo Capelvenere”.
Il destino delle edicole e dei chioschi
Un’altra grande novità è rappresentata dalla riforma delle edicole che potranno essere trasformate in locali di vendita di prodotti e servizi diversi da quelli ormai avviati sul viale del tramonto come i giornali e le riviste cartacee, non più attrattivi per le giovani generazioni.
In questi spazi troveranno posto librerie, prodotti hand made artigianali, ciclo officine, ma anche la possibilità per i gestori di affittare bici e monopattini elettrici.
“Anche i chioschi avranno vita nuova finalmente per la prima volta a partire dal 1960, anno a cui risale l‘ultimo censimento. Dovranno uniformarsi a un progetto di revisione delineato nel Piano con l’obbligo, da parte dei titolari di smontarli per provvedere allo smaltimento delle strutture ormai vetuste e ricostruirli senza dover passare sotto il giogo delle procedure e delle lungaggini amministrative altrimenti indispensabili per ridargli nuova vita incluso il passaggio in Conferenza dei servizi”, sottolinea Caliendo.
Tre diverse tipologie di metratura
Quelle strutture che si affacciano anche sul Lungomare di Ostia potranno avere tre differenti metrature a seconda della tipologia commerciale
Le strutture con 12 metri quadri di superficie potranno svolgere attività di somministrazione di bibite, caffè e prodotti merceologici simili, in quelle da 16 potrà essere installato un laboratorio per la preparazione di panini, poke e alimenti preconfezionati, mentre il chiosco per eccellenza, con uno spazio di 40 metri quadri e con una occupabilità massima in termini di suolo pubblico non solo potrà avere una cucina per la cottura dei pasti, ma anche uno spazio esterno in cui potranno essere collocati sedie e tavolini.
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