Un boato e una gigantesca palla di fuoco hanno illuminato la discarica vicino alla cittadina di Monterotondo dove è stata fatta brillare la bomba sganciata dagli angloamericani dal peso di 1000 libbre, circa 450 chilogrammi, durante la Seconda guerra mondiale. Bomba disinnescata dagli artificieri del 6° Reggimento Genio Pionieri dell’Esercito.
Riavvolgendo il nastro la deflagrazione della bomba sganciata dagli angloamericani a Monterotondo riporta alla memoria antiche tragedie
L’operazione è stata portata a termine domenica, scorsa 21 dicembre, anche se le operazioni di disinnesco erano iniziate l’11 dicembre precedente dopo il ritrovamento, segnalato ai carabinieri, dell’ordigno all’altezza del chilometro 24.200 della via Salaria nella zona industriale dove erano in corso lavori di scavo per la costruzione del nuovo collettore.

La messa in sicurezza della bomba inesplosa ha comportato la neutralizzazione della spoletta di innesco prima del trasporto in una cava in disuso nel vicino comune di Mentana.
Ancora più complessa la fase di evacuazione dell’area urbana situata in un raggio di 755 metri dal luogo rinvenimento (cosiddetta zona rossa), contestualmente alla sospensione delle forniture di elettricità e gas e all’evacuazione di circa 2500 persone residenti nel settore di intervento.
In mattinata, preannunciata dal suono di una sirena, sono poi scattate le misure di chiusura totale del traffico veicolare e ferroviario e il divieto di sorvolo dell’area.
Poche ore dopo la deflagrazione controllata e seguita da un rombo identico a quello che, soprattutto durante la fase dell’occupazione militare nazista dell’Italia non ancora liberata dagli angloamericani dopo l’armistizio dell’8 settembre del 1943, è ancora scolpita nella memoria di chi all’epoca era ancora un bambino.
Monterotondo, strategica per il suo ruolo nel comando militare e la vicinanza a Roma, subì infatti pesanti bombardamenti alleati e cannoneggiamenti anche da parte dei tedeschi, incluso quello punitivo attuato nei confronti della popolazione locale il 6 giugno 1944, che causò molte vittime.
A Monterotondo aveva, infatti sede il Comando Supremo delle forze armate occupanti che venne preso di mira dai bombardieri alleati. Incursioni che provocarono molte sofferenze anche tra i civili e sono tuttora testimoniate dal ritrovamento di tanti ordigni inesplosi.
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