Età tra i quaranta e i cinqunata anni, accento romano, naso accentuato, e con problemi di tossicodipendenza. Gli investigatori hanno tracciato l’identikit del rapinatore con l’ascia che in cinque giorni ha messo a segno almeno due colpi a Ostia, pronto a minacce di morte per racimolare poche centinaia di euro. “Te sfonno“, la minaccia al pizzaiolo. “Se strilli, t’ammazzo“, l’avvertimento alla barista.
Il rapinatore con l’ascia potrebbe avere le ore contate: per l’identikit acquisiti decine di filmati della video sorveglianza
Gli investigatori dell’Arma e della Polizia di Stato hanno acquisito i filmati delle telecamere di sicurezza nella pizzeria di Ostia Antica rapinata l’11 dicembre e di quella di martedì al bar interno alla stazione metro Cristoforo Colombo, e poi hanno proceduto al sequestro di altri video dei sistemi di sorveglianza della zona dove l’uomo potrebbe essersi mosso in maniera più libera.
Non si tratterebbe di un rapinatore solitario. In entrambi i casi sarebbe stata notata un’auto grigia probabilmente con un complice alla guida.
Paura tra i commercianti

A Ostia comunque c’è preoccupazione tra i commercianti. “Non sembra avere freni, si è mosso di notte e di giorno e con quell’arma… Ci preoccupa una nostra eventuale reazione“, dice un barista di Ostia Lido.
In tutte e due le rapine ricostruite da Canaledieci tramite i filmati di video sorveglianza interni alle attività rapinate gli occhi e il naso del rapinatore sono visibili. E altri indizi sono stati ricostruiti tramite l’abbigliamento indossato, dai loghi sulle felpe (compreso uno della Lazio) al taglio dei pantaloni.
L’abbraccio di Ostia alla barista coraggiosa
La barista della stazione Cristoforo Colombo, Estera Litwin (polacca da anni a Ostia) si augura che venga catturato al più presto. “Oggi sto meglio – ha detto a Canaledieci – ma ho avuto tanta paura, ma anche coraggio. Sono felice per l’abbraccio ricevuto da tutti. In tanti sono venuti al bar in segno di solidarietà e incoraggiamento.
Avevo notato quel tipo appostato vicino a una vetrata. Forse voleva entrare da là o stava vigilando se ci fosse qualcuno dentro al bar. A un certo punto si è spostato all’altra apertura del bar, quella principale, e si è palesato con l’ascia in mano. Come si può usare tanta violenza? Mi ha afferrata e in mano aveva quell’arma…Ho urlato a più non posso anche se mi ha detto “Se strilli t’ammazzo”.
Un bottino magro
Il rapinatore voleva solo soldi. Nel primo colpo notturno, in pizzeria – ha racimolato 500 euro, nel secondo – in pieno giorno al bar della stazione – 300. Ora rischia anni di galera.

















