Dopo il caso della cosiddetta “lista stupri”, al liceo classico Giulio Cesare di Roma scatta l’occupazione. Da questa mattina l’istituto di corso Trieste è occupato da studenti e studentesse che denunciano una gestione inadeguata della vicenda e un’assenza di confronto con la dirigenza scolastica.
Al liceo Giulio Cesare scatta l’occupazione. La preside: “Tra gli occupanti persone a volto coperto”
Nel documento politico diffuso dagli occupanti si parla apertamente di “assenza di un confronto costruttivo” e del “perdurare di un atteggiamento di indifferenza da parte della dirigente”. Una situazione che, secondo gli studenti, ha reso l’occupazione “l’unica opzione percorribile”.
Al centro della protesta c’è la risposta della scuola al caso della “lista stupri”, che ha provocato forte indignazione all’interno della comunità scolastica. Gli occupanti accusano la preside di aver privilegiato la tutela dell’immagine dell’istituto, il “bel volto della scuola”, senza avviare iniziative strutturate in grado di affrontare il tema della violenza di genere e dell’educazione al rispetto.
Dopo l’esplosione del caso, ricordano gli studenti, era stata convocata un’assemblea straordinaria con la partecipazione del collegio docenti.
In quell’occasione, spiegano, sarebbe emersa la richiesta di attivare percorsi continuativi di educazione sessuo-affettiva e di confronto su temi ritenuti centrali.
Richieste che, a loro dire, non avrebbero trovato un seguito concreto. Sul sito della scuola è stato pubblicato un elenco di attività già svolte, giudicato però “superficiale” e insufficiente rispetto alla richiesta di un programma organico.
Tra le motivazioni dell’occupazione c’è anche la gestione dei viaggi d’istruzione, troppo costosi e con una pianificazione ritenuta approssimativa: caparre anticipate e date incerte.
La replica della preside
Alla protesta ha risposto la dirigente scolastica Paola Senesi, che in una nota ha respinto “con fermezza” le accuse contenute nel comunicato degli occupanti, esprimendo “sconcerto” per le motivazioni addotte.
Il testo completo
“Con profonda amarezza si comunica che la scuola da oggi 16 dicembre è occupata da un gruppo di alunni e alunne. Con altrettanta fermezza si respingono le accuse contenute nel comunicato emesso questa mattina dagli occupanti“. “Con riguardo a tali motivazioni si esprime sconcerto”, ha scritto la preside.
“Le rivendicazioni degli occupanti – interventi sui distributori di bevande e merende, sui bagni e sull’organizzazione dei viaggi- sono state già puntualmente affrontate dalla Dirigenza, spiegando le competenze in essere e le procedure adottate – sottolinea Senesi – Anche per quanto riguarda l’episodio della ‘lista stupri’, sono state rese note le iniziative già adottate. In merito ai distributori di merende e bevande si conferma che il relativo contratto tra l’Istituto e la ditta vincitrice dell’appalto – svolto secondo le procedure previste dalla normativa vigente – è stato stipulato e sono in corso i sopralluoghi per la loro installazione”.
“A riguardo delle azioni intraprese a proposito della ‘lista stupri’ si conferma che la Dirigenza – scrive la preside -, unitamente agli organi collegiali della scuola (Collegio dei Docenti e Consiglio d’Istituto, quest’ultimo comprensivo di tutte le componenti scolastiche) ha promosso riunioni e approfondimenti per potenziare le attività già realizzate e individuarne di nuove. Tali azioni sono state sviluppate recependo le istanze degli studenti e dei loro genitori, al fine di promuovere e concretizzare la cultura del rispetto, per superare e contrastare qualsiasi forma di atteggiamento discriminatorio e qualsivoglia forma di violenza”.
E poi: “Si deve ribadire che sui fatti riguardanti la ‘lista stupri’ sono in corso sia indagini delle forze dell’ordine che istruttorie interne, al fine di individuare precise responsabilità e, conseguentemente, adottare provvedimenti sanzionatori verso chi si è reso autore di gesti e comportamenti inaccettabili; in nessun caso si è comunque strumentalizzato quanto verificatosi negli ultimi tempi o si è taciuto sui fatti accaduti.
Si chiede pertanto agli occupanti di riflettere sulle loro posizioni e azioni – scrive la preside – restituendo la scuola a tutti gli studenti e le studentesse, soprattutto in un periodo così rilevante per la didattica a conclusione del trimestre e delle relative attività valutative.
“Tra gli occupanti persone a volto coperto”
Occorre infatti garantire il diritto allo studio e allo stesso tempo consentire a tutto il personale scolastico di poter svolgere il proprio lavoro. La Dirigenza e tutto l’Istituto continuano a essere impegnati nel confronto e nel dialogo aperto e trasparente. Di converso si deve rilevare che tra gli occupanti sono presenti persone a volto coperto, condizione che ostacola di fatto il dialogo e il confronto. La scuola non è un luogo da occupare, ma una comunità da costruire“.


















