Detenuta moldava provoca gravi danni a Rebibbia, il sindacato: “Siamo allo stremo, carceri sovraffollate”

Una detenuta moldava distrugge celle, lavandini e arredi a Rebibbia, il sindacato FNS Cisl Lazio denuncia il sovraffollamento e chiede interventi urgenti

Giovane detenuto si suicida, risse e aggressioni: la difficile situazione nelle carceri del Lazio
Un carcere. Foto di archivio.

Al carcere femminile ” Germana Stefanini” di Roma Rebibbia la tensione è alle stelle: nelle ultime ore una detenuta moldava di circa 40 anni ha provocato danni ingenti all’interno di varie celle dell’istituto penitenziario capitolino.

Una detenuta moldava distrugge celle, lavandini e arredi a Rebibbia, il sindacato FNS Cisl Lazio denuncia il sovraffollamento e chiede interventi urgenti

In preda a una furia incontrollata la detenuta moldava ha divelto lavandini, distrutto arredi e messo fuori uso più celle, creando gravi problemi per il personale e per le altre detenute.

Secondo il sindacato FNS Cisl Lazio, la situazione è diventata ormai più che insostenibile e richiede interventi immediati e radicali.

La storia di questa detenuta moldava evidenzia il problema più grande che riguarda l’intero istituto.

Nel dettaglio, all’interno del carcere femminile di Roma Rebibbia sono presenti 369 detenute su 272 posti disponibili, con un sovraffollamento enorme, di quasi cento persone in più.

Questo caso è diventato simbolo di una crisi più ampia del sistema penitenziario nel Lazio. Sovraffollamento, carenze strutturali e mancanza di supporto psicologico rendono i carceri luoghi insicuri e difficili da gestire.

Questa condizione rende il lavoro degli agenti molto più difficile e aumenta il rischio di aggressioni e incidenti.

La FNS Cisl Lazio sottolinea che casi simili dimostrano l’urgenza di trasferire i detenuti problematici in strutture adeguate e di fornire supporto psicologico costante.

Il problema non riguarda solo Rebibbia: entrando nello specifico, nei 14 istituti del Lazio ci sono 6.702 detenuti su una capienza di 5.312 posti, con un sovraffollamento complessivo di 1.390 unità.

Il sindacato denuncia come questa situazione renda quotidiano il rischio per chi lavora nelle carceri, costringendo il personale a gestire situazioni pericolose in ambienti vecchi, pericolanti, spesso non a norma e privi delle necessarie misure di sicurezza.

La FNS Cisl Lazio chiede anche medici psichiatri H 24, tutto il giorno, perché molti detenuti con problemi mentali o comportamentali, come questa detenuta moldava, non possono essere gestiti in sicurezza senza assistenza specialistica.

Le strutture esistenti, come la SCMP – Sezione di Medicina Protetta, all’interno dell’ospedale Sandro Pertini a Roma o il carcere di Belcolle a Viterbo, non sono sufficienti a coprire la reale domanda.

Oltre al trasferimento dei detenuti più problematici, servono investimenti sulle strutture, per garantire sicurezza, igiene e salubrità sia per il personale sia per chi è incarcerato.

In particolare, la furia espressa da questa detenuta moldava dimostra quanto siano vulnerabili le carceri, soprattutto quando sono enormemente sovraffollate, diventando luoghi dove episodi di violenza e danneggiamenti rischiano di ripetersi di continuo e con sempre maggiore gravità