Casa Clandestina ha una nuova sede. E in più di mille persone ieri sera, venerdì 5 dicembre, hanno voluto salutare l’evento e il ritorno di uno spazio dedicato a chi ama il bello.
Inaugurazione affollata da oltre mille ospiti nella nuova sede della Casa Clandestina. Il format ideato da Diego Gianella resta lo stesso: musica, arte, poesia e solidarietà
Dopo un lungo lavoro di preparazione, la nuova sede di Casa Clandestina ha aperto in via Alessandro Geraldini 12, a Castelfusano, in quella che è stata per tanti anni la sede del ristorante “Dish on the beach”. Le infinite polemiche riguardo alla rumorosità degli avventori del pub e la chiusura disposta dalla Procura il 9 maggio scorso, hanno convinto Diego Gianella, giovane imprenditore che anima l’attività, a spostarsi dalla vecchia sede di via San Quiriaco.

La chiusura di Casa Clandestina ha rappresentato per molti un momento di disagio per la privazione di uno spazio dedicato all’aggregazione dei giovani, alla musica e alla solidarietà. Lo testimoniano le oltre quattromila firme che hanno sottoscritto una petizione pubblica per favorire la sua riapertura. L’amministrazione municipale si era fatta anche promotrice di una proposta di trasferimento del pub in alcuni negozi del mercato comunale di via dell’Appagliatore ma l’operazione non è andata in porto.
La nuova Casa Clandestina
Gli spazi di via Alessandro Geraldini sono nuovi ma il format ideato da Diego Gianella resta lo stesso. Il pub, infatti, oltre all’area esterna, si articola su due livelli, si propone con un allestimento industriale e propone al frequentatore forme artistiche sulle pareti. Si va dalla mostra per immagini de L’Altrove ai murales, ai disegni e alle poesie.

Si fa buona musica non solo come sottofondo ma anche come spettacolo. Ieri, dall’apertura fino alle ore 22,00, al mixer c’era la dj Ludovica Viola in arte Lu’ Aloiv. Dopo di lei, lettura di poesie e altre performance.
“Sarà una Casa Clandestina ancora più aperta all’arte, alla pittura e alla presentazione di libri – anticipa Diego Gianella – Vogliamo unire le persone, scaldare i cuori e fare del bene a Ostia, in un posto pensato per accogliere e condividere”.

La scelta di posizionarsi di fianco al Polo universitario di Roma 3, che si trova nell’ex Enalc Hotel, è strategica e rivela l’obiettivo di far crescere la casa Clandestina non solo sul piano della ristorazione ma anche dell’aggregazione giovanile. Anche se, lo si è visto nell’evento inaugurale, le presenze in termini di età e condizione sociale, restano trasversali. Ciò che conta sopra ogni cosa sono l’entusiasmo, la gioia, la voglia di unirsi e di solidarizzare tra le persone.
Ovviamente, rimangono anche le buone azioni nel campo della solidarietà: è già partita, per esempio, la tradizionale campagna natalizia del “regalo sospeso” destinato ai meno fortunati. E altre iniziative sono in preparazione da parte degli animatori di Casa Clandestina.

Casa Clandestina, dunque, si conferma come uno spazio che è più di un semplice pub bensì come fenomeno sociale. In effetti, l’esperienza avviata da Diego Gianella rappresenta una sorta di risposta alla mancanza a Ostia di un luogo di incontro, di confronto civico e culturale, di scambio sociale.
Insomma, bentornata Casa Clandestina: Ostia ti aspettava e ti saluta come ponte tra le generazioni, occasione di aggregazione e opportunità di crescita.
Foto di Daniela Taliana.

















