I ragazzi della Nea Ostia Rugby saranno in prima fila schierati in occasione dei funerali di Enzo Coppola papà, allenatore e membro del direttivo della società sportiva che si allena nello stadio Pasquale Giannattasio, nido anche di tanti talenti che praticano l’atletica leggera.
I ragazzi della Nea Ostia Rugby animeranno le esequie sul Lido di Roma per l’ultimo saluto a un allenatore ma anche a un papà che amava lo sport della palla ovale
Le esequie si terranno oggi, mercoledì 3 dicembre alle 15.30 presso la chiesa Regina Pacis, nel cuore della cittadina balneare, ma saranno precedute dalla camera ardente aperta a partire dalle 10.00 alle 14.40 al Policlinico universitario Agostino Gemelli di Roma.
La scomparsa del 51enne è avvenuta improvvisamente, il 28 novembre scorso, mentre di trovava fermo in auto a un semaforo rosso dove ha accusato un arresto cardiocircolatorio che non gli ha lasciato scampo, nonostante l’intervento disperato di un’infermiera che si trovava a passare di lì per caso e ha tentato il tutto per tutto per rianimarlo.
Un vuoto incolmabile
Enzo Coppola lascia un vuoto incolmabile in una comunità sportiva che ha avuto modo di apprezzarne non solo le doti atletiche, ma quelle umane.
Anche per questo la famiglia e i componenti dello staff tecnico hanno mobilitato i bambini delle squadre giovanili e via via quelle di categoria superiore sino alla formazione Old, il team Veterani, di cui Enzo faceva parte affinché siano tutti in chiesa per dargli un ultimo affettuoso saluto.
Coppola faceva parte del direttivo della Nea Ostia Rugby, società nata nel 2010, e alla guida della quale si era insediato tre anni più tardi per prendersi cura innanzitutto dei più piccoli e, tra questi, anche dell’unico figlio che aveva iniziato a praticare lo sport della palla ovale a quattro anni. A febbraio scorso ne ha compiuti 17 ed è tornato dagli Stati Uniti dove si trovava per motivi di studio per dare l’ultima carezza al suo papà, insieme alle due zie e ai nonni paterni.
Il ricordo e la filosofia sportiva e umana di Enzo Coppola
“Non ho parole adatte alla situazione per esprimere il mio dolore. E’ stata una notizia devastante per tutto il club e per me personalmente, perché a Enzo mi legava un’amicizia che andava avanti da molti anni, i miei figli hanno iniziato a calcare il terreno di gioco insieme al suo. Ai funerali parteciperanno, verosimilmente, molti dei nostri ragazzi”, sottolinea Giuseppe Marra presidente di Nea Ostia Rugby.
E ai più piccoli Enzo Coppola amava dedicarsi con particolare attenzione. La sua filosofia nello sport era quella dell’inclusione, non solo dal punto di vista sportivo, ma soprattutto da quello umano.
Valori che in molte altre discipline non vengono neppure presi in considerazione, tanto forte è l’istinto a privilegiare la performance agonistica su altri più importanti aspetti decisivi oltre che ineludibili per la crescita dei giovani.
“Ognuno -amava ricordare Enzo- ha la propria personalità e rappresenta le proprie prime difficoltà nell’imbattersi in uno sport per molti nuovo. Ma come scrive il giornalista Luciano Ravagnani ‘Il potente sfonda, il piccolo s’infiltra, l’alto salta, il guizzante corre’”.
“In una squadra di rugby c’è posto per tutti e proprio grazie a questo principio che ha solo questo sport, senza accorgercene si è formato un gruppo, innanzitutto di amici. Imparando a fidarci l’uno dell’altro siamo diventati una squadra di Rugby”.
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