Omicidio Willy Monteiro: Cassazione scioglie il nodo con un verdetto che divide i destini dei fratelli Bianchi

Sul caso di Willy Monteiro Duarte giustizia ancora a lavoro: si riapre il dibattito sulle attenuanti di Gabriele Bianchi

Nella foto i fratelli Bianchi e in primo piano Willy Monteiro Duarte

La Corte di Cassazione si è pronunciata sul processo relativo all’omicidio di Willy Monteiro Duarte, il giovane di 21 anni ucciso durante un pestaggio avvenuto a Colleferro il 6 settembre 2020.

Sul caso di Willy Monteiro Duarte giustizia ancora a lavoro: si riapre il dibattito sulle attenuanti di Gabriele Bianchi

Al termine della camera di consiglio, i giudici della Quinta sezione penale hanno reso definitivo l’ergastolo per Marco Bianchi, uno dei principali imputati del procedimento. Contestualmente, la Suprema Corte ha disposto che venga celebrato un nuovo processo di Appello – il terzo – per il fratello Gabriele Bianchi.

Ergastolo definitivo per Marco Bianchi

La decisione della Cassazione conferma integralmente la condanna all’ergastolo inflitta a Marco Bianchi nell’Appello bis. La Suprema Corte non ha ritenuto sussistenti elementi che potessero giustificare ulteriori revisioni del suo percorso processuale, sancendo così la definitività della pena.

La pronuncia è arrivata in linea con quanto richiesto, nella sua requisitoria, dal sostituto procuratore generale Luigi Birritteri, che aveva sollecitato la conferma dell’ergastolo per Marco e la riapertura del dibattito relativo alle attenuanti per Gabriele.

Gabriele Bianchi: nuovo processo d’Appello sulle attenuanti

Diversa la situazione per Gabriele Bianchi, condannato a 28 anni nel secondo giudizio d’appello. La Cassazione ha stabilito che la Corte d’Assise d’Appello dovrà riesaminare la concessione delle attenuanti generiche, tema centrale che ha già modificato più volte l’entità della sua pena nelle precedenti fasi di giudizio.

La nuova udienza dovrà quindi focalizzarsi su questo specifico aspetto, senza rimettere in discussione la responsabilità per omicidio volontario, già accertata in via definitiva. Il nuovo Appello servirà unicamente a ridiscutere se e in quale misura le attenuanti possano incidere sulla pena finale.

Le tappe precedenti del procedimento

In primo grado, i fratelli Marco e Gabriele Bianchi erano stati entrambi condannati all’ergastolo. Successivamente, nel primo processo d’appello, la Corte aveva riconosciuto loro le attenuanti generiche, riducendo la pena a 24 anni per ciascuno.

La Cassazione, già in una precedente pronuncia, aveva confermato la responsabilità penale per omicidio volontario di tutti gli imputati e reso definitive le condanne di Francesco Belleggia e Mario Pincarelli, rispettivamente a 23 e 21 anni. Le pene dei due imputati minori del gruppo non sono state oggetto dell’ultima decisione, essendo già divenute irrevocabili.

Un verdetto che segna un nuovo passaggio giudiziario

La sentenza della Cassazione chiude in modo definitivo la posizione di Marco Bianchi, mentre apre un ulteriore capitolo processuale per il fratello Gabriele. Il nuovo Appello rappresenterà l’ultima fase utile per definire l’esatta entità della sua condanna, limitatamente alle attenuanti generiche.

Il caso Willy resta uno dei procedimenti giudiziari più seguiti degli ultimi anni, e la decisione della Suprema Corte segna un ulteriore passaggio in un iter complesso che, pur avendo confermato la responsabilità degli imputati, necessita ancora di un’ultima valutazione per uno dei protagonisti principali.