Criticità e le potenzialità del territorio costiero di Anzio sono al centro dell’attenzione in queste ore, grazie ai risultati emersi nel progetto Co>Sea Lab, sviluppato dalla Sapienza Università di Roma – Dipartimento Memotef insieme alla Raw-News Visual Production Agency. Dati concreti presentati in sala consiliare, con l’obiettivo di comprendere meglio quello che sta accadendo nel golfo e individuare soluzioni praticabili anche attraverso un docuflim sulla panoramica dei fondali e della biodiversità locali.
Presentati i risultati scientifici e le opere in arrivo per il porto che tracciano la rotta per il futuro del mare di Anzio
Prima punto sul tavolo del confronto tra i ricercatori, riguarda l’erosione costiera, un fenomeno che proprio in questa occasione è stato presentato con maggiore precisione con una fotografia fornita da un lungo lavoro di mappatura.
E i dati, non sono certo rassicuranti, mostrando una regressione significativa della linea di costa in alcuni tratti del litorale, con aree più fragili esposte a un arretramento rapido.
Le cause secondo gli esperti, sono multiple: cambiamenti climatici, riduzione dell’apporto solido dei fossi, mareggiate più frequenti e infrastrutture realizzate negli anni senza un’analisi integrata degli effetti.
Gli strumenti della ricerca: la mappa interattiva e l’analisi delle criticità
In questo contesto, il cuore del lavoro di CO>SEA Lab si basa su una serie di strumenti scientifici utilizzati per monitorare tre aspetti centrali del territorio marino: erosione costiera, gestione del porto e della pesca, inquinamento del mare.
E il risultato più tangibile del progetto è una mappa interattiva online, sviluppata per permettere a cittadini, istituzioni e studiosi di visualizzare dati aggiornati, sovrapporre indicatori ambientali e capire l’evoluzione dei fenomeni nel tempo.
La professoressa Chiara Certomà, intervenuta durante la presentazione, ha precisato che queste informazioni nascono da rilevazioni e dataset ufficiali: «La scienza non si fa con gli slogan, ma con i dati reali», ha dichiarato, rispondendo alla confusione generata da classifiche e report spesso discordanti.
La mappa è uno strumento di lavoro, una base per pianificare interventi e misurare i progressi, ma è anche un mezzo di trasparenza e partecipazione, poiché offre al pubblico una visione oggettiva dei problemi e dei punti di forza del territorio. La mappa interattiva realizzata dal gruppo di lavoro, consente infatti di osservare l’evoluzione del fenomeno e confrontare i punti più sensibili, offrendo uno strumento utile anche alle amministrazioni (in basso).

Il porto e le criticità dell’escavo
Il progetto ha poi dedicato ampio spazio alle condizioni del porto di Anzio, confermando difficoltà legate all’insabbiamento del canale di accesso e alla gestione dei fondali. Un aspetto considerato nel documentario “Visioni critiche del mare” riguarda la lentezza delle procedure di escavo e la necessità di intervenire in modo programmato per evitare blocchi alle attività portuali, soprattutto nei periodi di maggiore traffico.
Durante l’incontro è stato chiarito che sono in corso attività in collaborazione con il Consorzio di Bonifica per individuare soluzioni più durature rispetto ai singoli interventi d’emergenza che negli anni hanno mostrato scarsa efficacia.
Inquinamento marino: dati e possibili soluzioni
La ricerca ha analizzato anche la qualità delle acque e le fonti di inquinamento, con particolare attenzione agli scarichi, ai fossi e alla condotta del depuratore. È stato confermato che il danneggiamento della condotta ha ridotto la distanza di scarico dalla costa, pur non compromettendo – secondo le verifiche tecniche – il trattamento delle acque.
Acqualatina ha fornito in merito aggiornamenti sugli interventi programmati per ripristinare la distanza regolamentare, mentre da parte dei ricercatori, l’unica certezza è oggi il monitoraggio continuo come strumento capace di fornire dati affidabili, rispetto ad uno scenario in continua evoluzione per la presenza di più fattori che concorrono alla qualità dell’acqua.
Zero plastica e l’isola ecologica al porto
Tra i risultati presentati rientra anche il progetto “Zero plastica”, finanziato tramite un bando che ha permesso l’acquisto di un drone marino e la realizzazione della futura isola ecologica nel porto. Il drone, utilizzato finora come servizio aggiuntivo, entrerà a regime con il nuovo disciplinare che prevede interventi settimanali compatibilmente con il meteo.
L’isola ecologica, ora in fase avanzata di allestimento, sarà dedicata non solo alla plastica raccolta dai pescatori ma anche a metalli e oli esausti, con l’obiettivo di ridurre l’impatto dei rifiuti derivanti dalle attività portuali.
Un quadro più chiaro per le scelte future
L’incontro ha messo in evidenza l’importanza dei dati per capire davvero cosa accade nel golfo di Anzio. Erosione, inquinamento, porto e attività di pesca sono temi complessi che necessitano di informazioni precise e costanti.
A completare la visione scientifica, il documentario “Sotto al mare”, realizzato dal Circolo Legambiente “Le Rondini”, ha mostrato al pubblico la bellezza dei fondali locali, sottolineando quanto il patrimonio naturale sia allo stesso tempo prezioso e fragile.
Il lavoro di CO>Sea Lab, affiancato dalle testimonianze sul campo dei pescatori e dai contributi di Legambiente, fornisce oggi il quadro più completo e consultabile anche attraverso la mappa interattiva. Non soluzioni miracolose, dunque, ma strumenti concreti per orientare le decisioni future e affrontare criticità che da anni incidono sul territorio.




















