Approvato il nuovo regolamento sulla moderazione del traffico a Roma: La Capitale verso la “zona 30” dal 2026

Il Centro Storico e alcune strade cruciali, a Roma saranno "Zona 30", approvato il regolamento sulla moderazione del traffico

Immagine di repertorio.

a Giunta Capitolina ha dato il via libera al nuovo regolamento che introdurrà una Zona 30 su tutto il Centro Storico a partire da gennaio 2026, rendendo l’intera area più sicura per pedoni, ciclisti e residenti. Il provvedimento rientra nella strategia cittadina per la riduzione della velocità e la prevenzione degli incidenti, con l’obiettivo di realizzare spazi urbani più ordinati e accessibili.

Il Centro Storico e alcune strade cruciali, a Roma saranno “Zona 30”: approvato il regolamento sulla moderazione del traffico

Il progetto prevede anche l’estensione del limite di 30 km/h su 52 strade municipali della periferia, individuate per criticità di traffico e presenza di scuole, servizi e aree residenziali. L’amministrazione punta così a uniformare gli standard di sicurezza tra centro e quartieri esterni.

Come osservato da Odissea Quotidiana, una Zona 30 efficace non può basarsi soltanto sulla segnaletica.

Per ottenere risultati concreti servono modifiche tangibili dello spazio stradale, capaci di rallentare naturalmente i veicoli e migliorare la percezione di sicurezza per chi si muove a piedi o in bicicletta.

Per questo il piano comprende una serie di interventi strutturali, tra cui allargamento dei marciapiedi, restringimento delle carreggiate, creazione di attraversamenti rialzati, riorganizzazione delle intersezioni e inserimento di elementi di traffic calming. L’obiettivo è rendere più chiara la configurazione stradale e ridurre la velocità media senza dover ricorrere esclusivamente ai controlli.

Un ruolo fondamentale in tal senso sarà svolto dalla Polizia Locale, che dovrà garantire controlli costanti nella fase iniziale per favorire l’adattamento al nuovo limite. 

Inoltre è previsto inoltre un sistema di monitoraggio degli effetti del provvedimento, utile per valutare eventuali aggiustamenti necessari nei mesi successivi all’entrata in vigore.

Le esperienze di altre città, come Bologna, dimostrano che una Zona 30 accompagnata da interventi fisici e controlli mirati porta a una sensibile diminuzione degli incidenti e a un miglioramento della qualità dello spazio pubblico.

L’amministrazione romana intende, evidentemente, replicare questo modello, adattandolo alle caratteristiche del suo tessuto storico, particolarmente complesso e ricco di flussi turistici.

La trasformazione del Centro Storico in Zona 30 rappresenta dunque un passo importante verso una mobilità più sicura e sostenibile. 

Le strade periferiche coinvolte e le misure aggiuntive della “Zona 30”:

Oltre al Centro Storico di Roma, questo provvedimento preso dalla Giunta Capitolina riguarda 52 strade municipali periferiche, selezionate per la loro criticità e per garantire una maggiore sicurezza in aree residenziali e scolastiche. L’obiettivo è estendere gli stessi standard di moderazione del traffico del centro anche nelle zone esterne della città, riducendo il rischio di incidenti e migliorando la qualità della vita dei residenti.

Secondo l’articolo di oggi di Odissea Quotidiana, la delibera prevede che l’introduzione della Zona 30 non si limiti alla sola segnaletica.

Saranno infatti realizzati interventi fisici concreti sulle strade, come l’allargamento dei marciapiedi, il restringimento delle carreggiate e la creazione di attraversamenti pedonali rialzati, strumenti necessari a garantire il rispetto del limite e a rendere più sicure le aree pedonali.

Queste misure saranno integrate da un sistema di controlli e monitoraggio, affidato alla Polizia Locale, per assicurare che il nuovo limite sia rispettato fin dai primi mesi di attuazione.

L’obiettivo complessivo è ottenere una riduzione reale della velocità e degli incidenti, garantendo al contempo la continuità della mobilità cittadina e una gestione più sostenibile degli spazi urbani.

Attenzionate anche le periferie romane:

Inoltre, solo guardando il caso di Ostia e zone limitrofe, la casistica di incidenti, investimenti anche mortali, negli ultimi anni, conferma la necessità di intervenire per abbassare la velocità e applicare la pratica del “traffic calming” anche nelle periferie di Roma.

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