L’Acquapiper di Guidonia Montecelio torna a far parlare di sé. Non per scivoli, onde artificiali o file interminabili ai chioschi dei gelati, ma per un ruolo che, insieme a quello di parco divertimenti, sempre appartenuto a questa struttura chiusa definitivamente nel 2015, sta riaccendendo speranze e ricordi: quello di set cinematografico.
L’Acquapiper simbolo del divertimento anni ’90, attende di risorgere: l’area in abbandono viene scelta come set di un grande film, alimentando la speranza di futuro in grande
Mentre le voci su imminenti cantieri si fanno insistenti, l’ex parco acquatico — simbolo degli anni ’90 non solo per Guidonia ma per tutta la provincia romana — ritorna al centro della scena pubblica grazie a produzioni cinematografiche che lo stanno riportando sotto i riflettori.
Aperto nel 1990, Acquapiper è stato per quasi un quarto di secolo uno dei parchi acquatici più grandi e frequentati d’Italia. Milioni di ragazzi e famiglie hanno affollato le sue piscine, sfidato il mitico Kamikaze — lo scivolo a caduta verticale con la rete anti-ribaltamento — e trascorso intere estati tra onde artificiali e musica in filodiffusione.
Per molti residenti era più di un parco: era un luogo identitario. C’è chi ricorda intere giornate sotto il sole, chi le prime cotte adolescenziali, chi i gelati comprati nel pomeriggio, chi il suono della tromba che annunciava l’arrivo delle onde.
Non mancano poi i ricordi di chi ci ha lavorato: “Per i primi quattro anni sono stato impiegato lì, erano gli anni d’oro della struttura. Domeniche da 5.000 persone. Era un posto che dava lavoro e offriva un servizio unico, lontano dal mare”, racconta un ex dipendente.

L’ultima estate del 2014 e il declino
La chiusura improvvisa al termine della stagione 2014 segnò un punto di rottura. Le testimonianze dei residenti parlano di problemi con le analisi delle acque e di una sospensione dell’attività in piena estate. Da lì, la lenta agonia: fallimento nel 2015, asta giudiziaria, anni di abbandono e silenzio.
L’asta si è chiusa solo nel 2018, e la struttura è stata acquistata da nuovi proprietari, gli stessi che, secondo indiscrezioni, sarebbero proprietari di un enorme centro sportivo di zona. Da allora si parla di ristrutturazione, ma la realtà è che anni di incuria hanno pesato sul destino del parco.

Il fascino di un luogo sospeso nel tempo e set del cinema
Nonostante i cancelli chiusi, Acquapiper non è mai davvero scomparso. Chi abita nelle vicinanze racconta di passare regolarmente davanti all’ingresso solo per “vedere se si muove qualcosa”.
Recentemente, poi, la presenza di troupe cinematografiche ha riportato un insolito fermento. Una residente racconta: “Abito a 500 metri. Ultimamente giravano un film, dicono l’ultimo lavoro di Mel Gibson. Le riprese sono durate più di dieci giorni, ma i cancelli restavano sempre chiusi.”
Del resto, Acquapiper è da sempre anche un set naturale: qui furono girate scene di “Viaggi di nozze” di Carlo Verdone e, nel 2019, quelle di “Il materiale emotivo” e “Guida romantica a posti perduti”. Impossibile non citare, la scena di Ivano (Carlo Verdone) che dice a Jessica (Claudia Gerini): “Caricati d’ossigeno e buttati in acqua”.

Speranze di rinascita: “Riapritelo ma rifatelo com’era una volta”
Con le voci, sempre più insistenti in queste ore sull’avvio dei lavori, l’ondata nostalgica è infine esplosa sui social.
“Ci sono stata mille volte da ragazza. Il Kamikaze non ho mai avuto il coraggio di farlo”, scrive una residente. Mentre c’è chi racconta: “Ho lavorato lì due stagioni, era la mia giovinezza. Una volta a Ferragosto c’erano 15.000 persone paganti!. Un record per un parco a tema in quegli anni”; mentre c’è chi esprime un desiderio comune a tanti residenti a voce alta, dicendo: “Sarebbe stupendo se fosse di nuovo come un tempo. Porterei i miei figli nel luogo della mia infanzia”.
Per tanti insomma, il sogno è che il nuovo Acquapiper, se fosse realmente in progetto, tornasse esattamente come quello degli anni ’90. Stesse piscine, stessa musica, stessa atmosfera magica. Ma una rinascita è veramente possibile?
Le ultime indiscrezioni e testimonianze parlano addirittura di presunti sopralluoghi avviati all’interno, per una possibile riapertura nella prossima estate, anche se i lavori, quando partiranno, non saranno brevi. Il che sarebbe veramente un miracolo: il secondo dopo quello che sembra stia già avvenendo tra i residenti, che solo al pensiero hanno attivato delle chat lunghissime e “amarcord” sotto il segno della nostalgia che sta già funzionando da collante sociale, riportando l’Acquapiper – quantomeno – al centro dell’immaginario collettivo.
E se davvero riaprirà, per Guidonia Montecelio non sarà solo il ritorno di un parco acquatico: sarà la rinascita di un pezzo di memoria condivisa.
L’ipotesi del film di Mel Gibson: tra voci di set e produzioni “fantasma”
Tra le tante voci che circolano intorno all’Acquapiper però, quella più vicina e suggestiva, riguarda le riprese del nuovo film di Mel Gibson, il sequel de La Passione di Cristo, che il regista sta girando proprio in questi mesi a Roma. Secondo alcune testimonianze dei residenti, parte della grande macchina produttiva si sarebbe spostata anche nei dintorni del parco acquatico, in un’area nota per gli ampi uliveti e gli spazi isolati, ideali per set all’aperto e scenografie storiche.
Per il sequel de La Passione di Cristo, che racconterà la resurrezione, il regista sta lavorando con un cast completamente rinnovato e in parte italiano: Kasia Smutniak sarà Maria, Riccardo Scamarcio interpreterà Ponzio Pilato, mentre Jaakko Ohtonen vestirà i panni di Gesù. Mariela Garriga sarà Maria Maddalena e Pier Luigi Pasino interpreterà Pietro. La pellicola che è divisa in due parti, attese nel 2027, arriva a vent’anni dal capitolo originale, che incassò oltre 600 milioni di dollari.

C’è chi assicura di aver visto mezzi, furgoni e personale tecnico entrare e uscire nell’arco di più giorni, mentre altri ricordano che il parco non è nuovo a incursioni cinematografiche: da Verdone a Castellitto, da Viaggi di nozze ai film del 2019, dove le sue strutture sono ritornate a riviere nel cinema.
Le voci non sono state confermate, anche perché la produzione del film sta lavorando in massima riservatezza, ma la coincidenza temporale — un mese di riprese a Roma, una lunga presenza di troupe nella zona e cancelli dell’Acquapiper ancora chiusi — ha alimentato il mistero.
Per molti abitanti, l’idea che Mel Gibson possa aver scelto proprio quel luogo iconico rappresenta un ulteriore segno di rinascita: se il cinema continua a investirci, forse anche il futuro del parco non è poi così lontano.


















