Recuperato un ceppo di ancora romana all’isola di Zannone: scongiurato il trafugamento (FOTO)

Scoperto in un locale vicino al faro di Zannone un ceppo di ancora di epoca romana, probabilmente pronto per essere trafugato e portato all’estero

L'ancora di epoca romana recuperata sull'isola di Zannone

Un prezioso ceppo di ancora di epoca romana è stato recuperato nei giorni scorsi all’Isola di Zannone, nel cuore del Parco Nazionale del Circeo. Recuperato probabilmente in mare era stato depositato in una casupola demaniale pronto per poi essere trasferito all’estero.

Scoperto in un locale vicino al faro di Zannone un ceppo di ancora di epoca romana, probabilmente pronto per essere trafugato e portato all’estero

Il prezioso recupero è stato possibile grazie a un’operazione congiunta dei militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Latina e del Reparto Operativo Aeronavale di Civitavecchia

Il ritrovamento è avvenuto nell’ambito di un servizio mirato alla tutela del patrimonio demaniale marittimo. Le Fiamme Gialle di Ponza, insieme alla IV Squadra Unità Navali dipendente dalla Sezione Operativa Navale di Gaeta, hanno scoperto segni di effrazione sulla porta d’ingresso di un locale demaniale situato sull’isola.

L’ancora in piombo in ottimo stato di conservazione

All’interno dell’immobile, i militari hanno rinvenuto un ceppo di ancora in piombo, risalente all’epoca romana, lungo quasi due metri e in ottimo stato di conservazione.

Recuperato un ceppo di ancora romana all’isola di Zannone: scongiurato il trafugamento (FOTO) 1
L’intervento a Zannone

Per garantirne la tutela e la conservazione, il reperto è stato posto sotto sequestro e successivamente trasferito all’Isola di Ponza a bordo di un’unità navale della Guardia di Finanza, in attesa delle disposizioni della Procura della Repubblica di Cassino e della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Frosinone e Latina.

Le indagini

Secondo una prima ricostruzione, il ceppo di ancora romana si trovava all’interno di una struttura di servizio del faro dell’isola, attualmente non abitata. È probabile che il reperto fosse stato recuperato in mare e nascosto in quel luogo in attesa del momento opportuno per essere trafugato e, forse, venduto all’estero.

Grazie all’intervento tempestivo delle forze dell’ordine, è stato possibile salvaguardare il prezioso reperto marittimo romano, impedendone la dispersione e assicurandone la futura valorizzazione probabilmente in un museo.