Lo Spallanzani di Roma avrà un nuovo polo dei laboratori di oltre 5.000 mq, dedicato a Rita Levi Montalcini, progettato per unire innovazione, ricerca e sostenibilità.
Una casa per la scienza: svelato il progetto del nuovo polo “Rita Levi Montalcini” allo Spallanzani
Il progetto vincitore, scelto tra 73 candidature internazionali, è firmato dal gruppo Tomidei-Garzanti e trasformerà la struttura in una vera “casa” per la scienza, con spazi dedicati ai laboratori, aree verdi e zone di relazione pensate per favorire collaborazione, formazione e dialogo tra i ricercatori. E’ stato presentato oggi, e guarda al futuro.
Un polo integrato e sostenibile
Il nuovo edificio si svilupperà su quattro piani fuori terra e sarà collegato ai padiglioni esistenti (Baglivi, Del Vecchio e Alto Isolamento) tramite tunnel sotterranei e ponti aerei, creando un sistema integrato e funzionale. Tra i punti chiave del progetto: 2.185 mq destinati a laboratori e servizi di ricerca; 1.000 mq di aree verdi e spazi di socialità; e collegamenti con gli edifici esistenti e spazi tecnici di supporto.
Il design punta su flessibilità, adattabilità e integrazione con il verde, mentre le facciate saranno dotate di pannelli fotovoltaici trasparenti, a conferma dell’impegno per l’edilizia sostenibile. Il polo ospiterà anche una Banca biologica e laboratori BSL3, dedicati ad attività di alto biocontenimento.
Formazione e ricerca per le nuove generazioni
Secondo il direttore scientifico Enrico Girardi e il direttore del Dipartimento Fabrizio Maggi, il nuovo polo sarà “un luogo di crescita e formazione per i giovani ricercatori, dove innovazione e collaborazione scientifica si incontrano”.
La direttrice generale Cristina Matranga sottolinea l’importanza di questo investimento: “Senza ricerca non c’è progresso, senza formazione non c’è futuro. Il nuovo polo, dedicato a Rita Levi Montalcini, sarà un motore di innovazione e sviluppo per tutti i ricercatori dello Spallanzani”.
Una scelta condivisa da esperti internazionali
La commissione che ha valutato i progetti era presieduta dall’architetto Giancarlo Mazzanti e composta da esperti come Maurizio Simmaco, Fabrizio Maggi, Mauro Lauretti e Silvia Sergio. La decisione premia la capacità del progetto di combinare funzionalità scientifica, qualità architettonica e sostenibilità ambientale, creando un ambiente all’avanguardia per la ricerca e la formazione scientifica.


















