Dopo l’incendio divampato questa mattina, sabato 25 ottobre, intorno alle 6.30, del locale Fred 246 di Casal Palocco non resta più nulla.
Parla il titolare di Fred 246 il locale cocktail bar di Casal Palocco distrutto alle prime luci del mattino dalle fiamme
Il proprietario che preferisce l’anonimato ha lo sguardo perso nel vuoto delle macerie annerite dal fumo. E’ arrivato sul posto mezz’ora dopo che le fiamme avevano iniziato a divorare la veranda esterna, il piano terreno con il bancone e i tavolini del cocktail bar per poi passare al piano superiore dove gli ampi finestroni vasistas devono aver fatto da canna fumaria accelerando l’estensione del rogo.
Nessun allarme, nessuna segnalazione del sistema antifurto ha attivato il circuito d’emergenza allertando il titolare e consentendo di agire tempestivamente, anche se i vigili del fuoco sono arrivati sul posto quasi in tempo reale, ma hanno dovuto faticare per circa due ore prima di avere ragione delle fiamme.
Locale sottoposto a sequestro penale
Il locale è stato sottoposto a sequestro penale dagli agenti del X Gruppo Mare della polizia di Roma Capitale su disposizione dell’autorità giudiziaria per ricostruire la dinamica dell’evento che potrebbe anche essere di matrice dolosa.
“Ma posso escludere che qualcuno abbia appiccato le fiamme volontariamente, penso si sia trattato di un cortocircuito”, dice sommessamente il titolare di un punto di ritrovo molto conosciuto nel quartiere residenziale situato alle porte di Ostia.
Due livelli posizionati in un edificio orizzontale che risale alla fine degli anni 50 del secolo scorso quando Casal Palocco era agli albori e la struttura di viale Gorgia di Leontini, concepita per ospitare un ufficio postale, la stazione dei carabinieri, proprio dove sino a oggi c’era Fred 246, e i primi negozi era conosciuta come Centro Vecchio proprio perché tra le prime a essere tirata sù.
Resti irriconoscibili
Il fuoco ha divorato tutto. La veranda esterna circondata da piante che adesso sono poco più che tizzoni privi di anima, le luminarie per non parlare degli arredi, delle poltroncine comode sistemate attorno ai tavolini dove si accomodavano i clienti.

Fuori, a guardare tutto quel disastro, ci sono anche alcuni dei dieci dipendenti che lavoravano a tempo pieno da Fred per organizzare i pranzi e le cene, i cocktail rinforzati per chi voleva festeggiare lauree e compleanni. Anche al servizio di chi, tra una portata e l’altra, veniva a ascoltare musica dal vivo nelle serate a tema oppure, scherzosamente, si divertiva con il karaoke.

La devastazione lascia poco spazio alla speranza di una ripresa dell’attività sia pure nel lungo periodo.
L’azienda è coperta da un’assicurazione contro i danni “ma si sa come vanno queste cose -aggiunge laconico il proprietario- ci vorrà del tempo e la stessa entità del risarcimento potrebbe non essere sufficiente a ricostruire tutto. Sono sette anni che siamo qua e adesso è andato tutto in fumo. Ma non è solo un danno per noi e per i collaboratori che resteranno senza lavoro è un brutto colpo anche per i giovani e per le famiglie del quartiere”.
Una clientela eterogenea fatta principalmente da ragazzi che, grazie a Fred 246, potevano svagarsi senza dover affrontare un lungo viaggio verso Roma ed evitando così anche il rischio di dover guidare dopo aver bevuto alcol fino alle porte del litorale romano.
In quelle case a schiera con giardino e nelle ville talvolta bifamiliari o quadrifamiliari ad attenderli c’erano i genitori rassicurati proprio per il fatto che per andare al locale del Centro Vecchio non c’era bisogno di fare grandi spostamenti, né in macchina, né a bordo delle minicar che in questo quartiere di persone benestanti abbondano anche di fronte al liceo di via Prassilla.
Per il momento di fronte ai resti contorti dell’esercizio commerciale ci sono le pattuglie dei vigili urbani cui sono affidate le indagini per ricostruire la dinamica dei fatti e le squadre dei vigili del fuoco, impegnate nella messa in sicurezza dell’area devastata dall’incendio.
Unica nota positiva è che le pareti di cemento armato hanno ben protetto un autolavaggio che, a pochi metri dalle macerie, lavora a pieno ritmo. Come se nulla fosse accaduto.
Se sei interessato ad approfondire gli argomenti trattati in questo articolo clicca sulle parole chiave colorate in arancione e accedi alla banca dati di canaledieci.it.


















