Il giornalista Alessandro Sahebi ha denunciato, tramite un video postato sui social, di essere stato aggredito ieri sera a Roma, mentre scattava delle foto alla compagna e al figlio di sei mesi davanti al teatro Brancaccio, da tre uomini che pretendevano che si togliesse la felpa con la scritta ‘Azione antifascista’.
Aggredito davanti a moglie e figlio da tre energumeni che gli hanno imposto di togliersi la felpa antifascista
“La mia colpa? – scrive nelle sue storie su instagram – avere una felpa che a loro evidentemente non piace molto. In tre contro uno, dove l’uno era un padre di un bambino. I signori mi intimavano con minaccia di togliere la felpa o metterla al contrario. Al mio rifiuto categorico ricevo due colpi in faccia”.
Lunedì il giornalista ha annunciato che presenterà denuncia.
Il giornalista ha ricevuto espressioni di solidarietà da diversi esponenti politici. “Nessuno dalla maggioranza ha nulla da dire, o parlano di violenza e intimidazioni solo quando gli fa comodo? – chiede Angelo Bonelli di AVS – Il giornalista Alessandro Sahebi è stato aggredito mentre aveva in braccio il figlio di sei mesi accompagnato dalla moglie, perché aveva la maglia con la scritta ‘antifascista’. Il ministro Piantedosi è in grado di far identificare i responsabili di queste intimidazioni? A Sahebi, schiaffeggiato per non aver levato la maglietta, va la nostra solidarietà ”.
“Un giornalista picchiato per una felpa antifascista. Nel 2025. A Roma. Davanti alla moglie e a un bambino di sei mesi – evidenza Barbara Floridia senatrice M5S – È un fatto allucinante che colpisce chiunque creda nella libertà , nella dignità , nella civiltà . Questi non sono ‘episodi’. Sono segnali marci di un clima che si sta facendo veleno, dove la violenza politica torna a camminare a testa alta e chi osa esporsi viene colpito. I tre vigliacchi che hanno aggredito Alessandro Sahebi devono essere identificati immediatamente e rispondere delle proprie azioni davanti alla legge”.
“Esprimiamo piena solidarietà al giornalista Alessandro Sahebi, aggredito a Roma solo per aver indossato una felpa con la scritta Azione antifascista. Il nostro abbraccio va anche alla moglie Francesca e al figlioletto di sei mesi. È gravissimo che nel nostro Paese, nel 2025, un giornalista e la sua famiglia possano essere vittime di violenza fascista”. Così Sandro Ruotolo, responsabile Informazione nella segreteria nazionale del Partito democratico.
Solidarietà a Sahebi anche dal Segretario Pd Roma, Enzo Foschi: “Unica sua colpa indossare una felpa con scritto antifascista” sottolinea in un post.


















