L’ex sindaco di Fiumicino Esterino Montino rischia la vita e loda i medici dell’ospedale di Grosseto per averlo salvato

L’ex sindaco di Fiumicino Esterino Montino costretto a un ricovero immediato ringrazia i sanitari della struttura pubblica per averlo curato tempestivamente

E’ capitato a tanti ma questa volta a raccontare di una vicenda che poteva avere pesanti conseguenze alla salute è stato l’ex sindaco di Fiumicino, Esterino Montino.

L’ex sindaco di Fiumicino Esterino Montino costretto a un ricovero immediato ringrazia i sanitari della struttura pubblica per averlo curato tempestivamente

Un grande spavento provocato da alcuni gravi e improvvisi sintomi che lo hanno costretto ad affidarsi immediatamente alle cure della struttura pubblica più vicina a dove si trovava lui: l’ospedale di Grosseto alla spasmodica ricerca di una diagnosi immediata e di un intervento mirato prima che fosse troppo tardi.

Ci sono esperienze, racconta in prima persona Montino, che ti colgono di sorpresa, quelle che ti ricordano bruscamente quanto sia sottile il confine tra la quotidianità e l’emergenza.

Pochi giorni fa -scrive l’esponente politico di sinistra- mi sono trovato catapultato in una di quelle situazioni: un pomeriggio apparentemente normale in macchina con un amico, trasformato in pochi istanti in un incubo motorio”.

Una sensazione irreale

Ricordo ancora la sensazione, quasi irreale -prosegue Montino- un formicolio intenso e crescente che, dalla mano si è propagato rapidamente lungo il braccio. In un batter d’occhio, quel braccio, il mio braccio, ha smesso di rispondere. La paralisi era totale. Il panico era alle porte, ma la lucidità, fortunatamente, ha prevalso. L’unica destinazione possibile era l’ospedale”.

In una corsa contro il tempo che sembrava durare un’eternità in pochi minuti l’ex primo cittadino del comune aeroportuale è stato portato al pronto soccorso dell’Ospedale di Grosseto. L’accoglienza è stata immediata, chirurgica. Nessuna attesa, nessuna esitazione. I medici e i paramedici hanno capito subito la gravità potenziale della situazione: un arto paralizzato non è un disturbo da prendere alla leggera.

I controlli in tempi record

In un turbine di attività perfettamente orchestrata, sono stato sottoposto a tutti gli esami necessari. Analisi del sangue, TAC, tutti i check-up richiesti per escludere il peggio. Per fortuna, e questo è il lieto fine della cronaca -sottolinea Montino- tutto si è risolto nel giro di poche ore, senza conseguenze permanenti. Ma la mia permanenza si è protratta per 24 ore sotto stretta osservazione”.

È proprio su quelle ore di attesa vigile che si sofferma Montino, “perché -spiega- questa storia non è solo il racconto di un malore, ma un doveroso tributo. Quelle 24 ore sono state una vera e propria lezione di umanità e professionalità. Sono stato costantemente monitorato, notte e giorno, da un personale sanitario di una dedizione commovente”.

Ho visto medici e paramedici muoversi con una competenza affinata dalla pratica, ma soprattutto con una sensibilità che va oltre il dovere contrattuale. L’attenzione che mi è stata riservata era la stessa che osservavo rivolgere a ogni altro paziente in quelle sale: cura, rispetto, un sorriso rassicurante”.

Il nostro Servizio Sanitario Nazionale, a volte sotto i riflettori per le sue difficoltà, in quel momento è stato, per Montino, l’espressione più alta di eccellenza.

Sono loro, questi eroi in camice, che ogni giorno garantiscono assistenza a chiunque ne abbia bisogno. Per questo, oggi non voglio solo raccontare un’esperienza spaventosa, ma lanciare un forte e sentito ringraziamento a tutto il personale dell’ospedale di Grosseto. Meritate -conclude Montino- tutta la nostra riconoscenza e il nostro più profondo rispetto”.